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Inter, è tutta questione di ritmo. Inzaghi studi meglio la panchina

Inter dominatrice incontrastata per più di un’ora contro il Napoli, poi minuti finali complicati. Per la squadra di Inzaghi è ormai una routine sicuramente non positiva. Bisogna migliorare nei cambi

DOMINIO − L’Inter ieri a San Siro ha portato a casa tre punti pesantissimi. Successo che gli ha permesso in un colpo solo di assottigliare il distacco in classifica da Napoli e Milan a soli quattro punti. I nerazzurri hanno dominato gran parte della partita, tenendo il dominio del gioco per un’ora abbondante. A tratti il ritmo della squadra di Simone Inzaghi è stato impressionante con i partenopei racchiusi nella propria metà campo. Inter-Napoli ha dimostrato ancora una volta che quando i nerazzurri giocano al loro ritmo diventano una squadra temibilissima capace di giocarsela contro chiunque. Il problema arriva nel momento in cui tale ritmo inizia a scemare. Dove sta il problema?

NO RITMO NO PARTY − L’intensità e la pressione dell’Inter inizia a calare a partire dagli ultimi 15-20 minuti di partita ed è proprio lì che i nerazzurri iniziano a soffrire. È successo contro la Lazio, cosi come con Milan e Napoli. Partite tutte dominate per grande parte del tempo ma da cui sono arrivati soltanto quattro punti. A parte i nervi saltati contro la squadra di Maurizio Sarri, le gare contro le prime due classificate sono state emblematiche. Il dominio nerazzurro nel Derby si è completamente stravolto nell’ultimo quarto d’ora con un Milan più pimpante grazie ai cambi effettuati da Pioli. Stessa cosa ma per fortuna con esito diverso ieri contro il Napoli. Azzurri surclassati per ritmo e intensità ma tantissima sofferenza nei minuti finali con un’Inter alle corde.

CAMBI − È chiaro che chi entra non sarà mai uguale a chi ha lasciato il suo posto. Entrando nello specifico della gara di ieri, Barella è un centrocampista unico che non puoi mai avere in Vidal, Gagliardini o in un qualsiasi altro compagno il suo sostituito ideale. Quanto a Lautaro Martinez, sarebbe Alexis Sanchez il jolly per Inzaghi che ieri purtroppo non ha potuto utilizzare a causa del suo infortunio. Nonostante tali motivazioni, ieri i cambi si potevano e si dovevano fare diversamente. Il compito più importante che deve avere chi entra dalla panchina è quello di non abbassare il ritmo della squadra, cercando di incidere sul match.

Normale che se Barella e Lautaro Martinez diano 100 al proprio rendimento in termini di intensità e pressione, è impossibile trarre la stessa percentuale da Gagliardini o dallo stesso Vidal. Giocatori abituati al piccolo trotto, soprattutto il secondo, e con caratteristiche più di rottura che di costruzione e ripartenza. Ecco perché, sostituire Lautaro Martinez con Federico Dimarco (Perisic seconda punta) e Barella con Vecino (giocatore di gamba) avrebbe permesso probabilmente all’Inter di soffrire un po’ meno.

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