Inter, rosa da accorciare ma le alternative dalla panchina servono: il dato

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14 Settembre 2020, 21:28
Inter-Shakhtar Donetsk Inter-Shakhtar Donetsk
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L’Inter 2020/21 rischia di avere una ampiezza extra-large. In ritiro sono oltre 30 i nerazzurri agli ordini di Conte: anche escludendo i più giovani, rimane comunque un numero eccessivo. Il mercato non facilita il processo di sfoltimento, che va comunque condotto in maniera oculata. Le risorse dalla panchina hanno un ruolo da non trascurare, come dimostrano i dati dell’ultima stagione.

SECONDE LINEE – La seconda Inter di Antonio Conte potrebbe differenziarsi dalla prima per un elemento fondamentale. Ossia le risorse dalla panchina. Nel corso della stagione 2019/20, infatti, raramente l’Inter e Conte sono riusciti a dare una svolta alle partite (come abbiamo analizzato) grazie ai cambi in corsa. O, almeno, non l’hanno fatto se analizziamo le situazioni da un punto di vista meramente statistico. Su 113 gol segnati in stagione dai nerazzurri, appena 9 reti sono arrivate da giocatori subentrati. Di queste, due portano la firma di Romelu Lukaku, che arrotonda lo 0-2 contro il Ludogorets (sfida di andata) e fissa il 2-2 contro la Roma all’Olimpico. E lo stesso vale per le reti di Christian Eriksen (5-0 al Brescia, 2-0 al Getafe), Antonio Candreva (6-0 al Brescia), Alexis Sanchez (0-2 al Genoa) e Lautaro Martinez (2-0 al Napoli). Quasi tutte reti che hanno arrotondato il risultato già favorevole all’Inter.

SOVVERTIRE – Escluso il rigore di Lukaku a Roma, solo altre due reti portate dalla panchina sono risultate decisive, e l’autore di entrambe è Alessandro Bastoni. A Lecce entra al 68′ e tre minuti dopo trova il gol del (momentaneo) vantaggio, nonché la prima firma con la maglia dell’Inter. A Parma subentra al 73′ (sempre a Diego Godin) e all’87’, ancora di testa, firma il gol-vittoria. E proprio l’ingresso di Bastoni è una delle armi tattiche utilizzate di più da Conte, quando il 21enne partiva in panchina. Il numero 95 è l’unico difensore (escluso Stefan de Vrij) che ha nelle corde un approccio offensivo, che lo porta ad alzare la pressione e la costruzione. Per il resto, i cambi di Conte sono sempre piuttosto scolastici, volti a portare forze fresche negli ultimi 20 minuti di gioco.

QUALITÀ – Tuttavia, non è necessario solo un incremento quantitativo delle opzioni dalla panchina, ma bensì qualitativo. E profili come quelli di Radja Nainggolan, Ivan Perisic e Arturo Vidal (che spartirà il minutaggio con Eriksen e Stefano Sensi) possono cambiare le carte in tavola. E anche Aleksandar Kolarov rientra in questa lista, portando una vera alternativa al già citato Bastoni. Giocatori con una caratura notevolmente superiore a molte delle riserve dell’ultima Inter. E che, soprattutto per ragioni di tenuta fisica, possono dare un contributo migliore entrando a partita in corsa. È proprio a questo che si riferisce Conte, quando parla di un gap di esperienza da colmare.

 


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