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Inter, obiettivo 2024! Tre punti per una pianificazione triennale

L’Inter e tutti i principali club europei fissano il 2024 come anno (e punto) di ripartenza. Quello sarà infatti il momento in cui cambierà la formula della Champions League, garantendo maggiori introiti ai club partecipanti. Anche i nerazzurri vogliono farsi trovare pronti.

PUNTO DI SVOLTA – Ormai è risaputo, e nelle alte stanze del calcio europeo tutti fremono: nella stagione 2024/25 verrà varato il nuovo format della Champions League. Cambieranno il numero di partecipanti, la formula dei gironi (ve ne sarà solo uno), il numero di partite e non solo (qui abbiamo riassunto tutte le modifiche). In generale, aumenteranno i ricavi per i club partecipanti, portando nuova linfa nei bilanci disastrati dal Covid-19 e da pessime gestioni operative. Una situazione che comprende pure l’Inter che, vista anche la situazione di Suning Group, sta attraversando non poche difficoltà gestionali.

PIANIFICAZIONE – Al 2024 mancano esattamente tre anni, e questo lasso di tempo sarà fondamentale per lavorare al meglio. L’Inter deve innanzitutto sistemare la propria situazione debitoria, che vede coinvolto anche Oaktree, fondo statunitense che ha erogato un prestito da 275 milioni di euro a Suning Group. Oltre a ciò, tuttavia, il club deve consolidare il proprio valore in campo, garantendo competitività elevata per rimanere stabilmente nella top4 delle squadre italiane. Sostanzialmente, da qui al 2024, il futuro dell’Inter passerà per tre punti.

Inter: i punti di una programmazione triennale

CONTINUITÀ PENSANTE – Il primo step da percorrere, e concludere quanto prima, riguarda il rinnovo della classe dirigente. Nel senso contrattuale del termine. L’Inter è arrivata alla vittoria del diciannovesimo Scudetto anche grazie al lavoro di Giuseppe Marotta, Piero Ausilio, Dario Baccin e tutto il management operativo. La bontà del lavoro di questo staff è indubbia, pertanto è necessario garantire continuità, blindando il legame di Marotta e degli altri dirigenti coi colori nerazzurri (vedi focus).

AGGIORNAMENTO GRADUALE – Andando più nel tecnico, servirà poi un profondo refresh dell’attuale rosa nerazzurra. Sono presenti ben dieci giocatori over30, di cui tre addirittura over35 (Samir Handanovic, Edin Dzeko e Aleksandar Kolarov). La difesa dell’Inter, esclusi i tre titolari, dev’essere pesantemente puntellata, così come l’attacco, dove l’unico vero punto fisso è Lautaro Martinez (in procinto di rinnovare). Senza la pandemia e senza il diktat del governo cinese, questo ricambio sarebbe arrivato già in estate probabilmente. La dirigenza ha invece dovuto ritardarlo, preferendo prolungare di un altro anno i contratti in scadenza. La speranza è che dalla prossima sessione si possa iniziare con la graduale sostituzione dei profili non più utili, evitando lo shock di perderli tutti in un colpo solo, come avvenne nel 2014.

OPERAZIONI OCULATE – La sessione estiva di mercato del 2021 verrà ricordata come una delle più sanguinose nella storia dell’Inter. Nel giro di pochi mesi, i nerazzurri perdono prima Achraf Hakimi e poi Romelu Lukaku, incassando circa 170 milioni di euro. Mettiamo subito in chiaro che, astraendoci dai meccanismi del tifo, la cessione del belga è finanziariamente comprensibile (e, paradossalmente, auspicabile). Quella dell’esterno marocchino presenta invece qualche frizione, anche dal punto di vista finanziario. Questo perché Hakimi ha solo 23 anni, pertanto il suo potenziale di crescita è ancora molto elevato, e la sensazione è che l’Inter non abbia massimizzato il suo valore. In questo immediato futuro triennale, i nerazzurri dovranno evitare cessioni sacrificali come quella di Hakimi, onde evitare di compromettere troppo il tasso tecnico e la competitività della rosa. Servirà grande oculatezza sul mercato, sia in entrata sia in uscita, come rappresenta l’acquisto di Denzel Dumfries ad esempio.

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