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Inter, il nuovo assetto a centrocampo fornisce risultati inequivocabili

Il centrocampo dell’Inter è orfano di Brozovic da inizio ottobre, ma quasi non si vede. Inzaghi ha trovato un nuovo assetto per superare l’assenza del regista croato. E i risultati sono più che positivi.

INDIPENDENZA – Da inizio ottobre l’Inter deve fare a meno di Marcelo Brozovic. L’infortunio alla coscia rimediato in Nazionale sta costringendo il croato ai box (qui le ultime sul rientro), ma i nerazzurri non sembrano soffrirne. A differenza dello scorso anno, Simone Inzaghi ha trovato il modo di ridisegnare il centrocampo, e le cose sembrano funzionare per il meglio. Escludendo la sconfitta con la Roma del 1° ottobre (prima gara senza il Brozovic), sono arrivate 3 vittorie e 1 pareggio (il 3-3 di Barcellona, che vale quasi come una vittoria). Non che vi sia una correlazione diretta tra i risultati dell’Inter e l’assenza del 77 croato. Ma sicuramente il centrocampo dell’Inter – e la squadra tutta – è in grado di girare benissimo anche senza la sua direzione.

NUOVO ASSETTO – Per sopperire all’assenza di Brozovic, Inzaghi ha puntato innanzitutto su Kristjan Asllani. Il talento classe 2002 è arrivato in estate dall’Empoli proprio per crescere seguendo le orme del croato. Ed è infatti lui a partire in cabina di regia contro Roma e Sassuolo. Due prestazioni positive per l’albanese, che mette minuti importanti nelle gambe e nel curriculum. Ma il vero cambio di passo l’Inter lo ha nel momento in cui Henrikh Mkhitaryan entra nelle rotazioni. Con lo spostamento di Hakan Calhanoglu al centro. Un assetto completamente inedito, ma dai risultati inequivocabili per i nerazzurri.

EVIDENZA PRINCIPALE – Calhanoglu nei panni del regista è forse la miglior versione del turco vista finora all’Inter. Sia contro il Barcellona che contro la Salernitana, il 20 dirige magistralmente la manovra nerazzurra (vedi nota tattica del 2-0 sui campani). Sembra quasi che lo scivolamento al centro, unito al fisiologico maggior coinvolgimento nel gioco, abbia iniettato nuova linfa nelle sue gambe. Per non parlare poi di Nicolò Barella, che finalmente sta tornando il centrocampista totale di due stagioni fa. Il numero 23 sta eliminando nervosismo e frenesia dal suo piano gara, giocando e muovendosi in modo più semplice e organico rispetto ai compagni. Trovando così la lucidità per inserimenti letali come quelli contro Barcellona e Salernitana, due movimenti che portano a due gol di fondamentale importanza, in entrambi i casi.

NUOVE SOLUZIONI – Se la scorsa stagione Inzaghi era riuscito a cambiare l’assetto della difesa, quest’anno lo stesso esperimento sta funzionando a centrocampo. Grazie ad innesti funzionali dal mercato – come Mkhitaryan e Asllani, appunto – l’allenatore dell’Inter ha ora nuove soluzioni per disegnare l’albero motore della squadra. Ottenendo importanti garanzie tanto in fase di non possesso, quanto in fase di costruzione. Non a caso, nelle ultime cinque partite la nuova linea mediana dell’Inter ha prodotto 3 gol e 5 assist. In sintesi, c’è vita oltre Brozovic, ed è una notizia da non sottovalutare affatto.

Barella, in Inter-Salernitana una prestazione finalmente totale

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