Inter: no Lukaku-no party. Il belga macina record e Conte gongola

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6 Agosto 2020, 09:43
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Romelu Lukaku ha timbrato nuovamente il cartellino in Inter-Getafe. I nerazzurri hanno trovato il loro leader indiscusso, dentro e fuori dal rettangolo verde. Conte se lo stringe al petto

GOLDEN MAN – Se qualcuno tirasse fuori il nome di Mauro Icardi adesso, metà dei tifosi dell’Inter avrebbe di che sorridere. L’altra metà sta cercando frettolosamente di seppellire i paragoni e le dicerie di inizio stagione, quando Romelu Lukaku era semplicemente un orpello da oltre 70 milioni voluto da un isterico allenatore. Praticamente dodici mesi dopo, i numeri del belga fanno impressione. Con la rete al Getafe di ieri sera, l’ex Manchester United ha raggiunto quota 30 alla prima stagione con l’Inter. L’ultimo ad esserci riuscito è stato Samuel Eto’o, annata 2010/11, che si fermò a 37, ma Lukaku  sta già ricaricando il moschetto. Non è tutto: il belga è andato in gol per la quinta partita di fila in una competizione europea. Un record molto particolare che, per quanto riguarda l’Inter, non si vedeva dai tempi di Adriano nel 2004.

DECISIVO – Racchiudere i progressi di Lukaku coltivando i suoi numeri è davvero semplice, ma forse questo non gli rende giustizia. Non rende certamente onore alla straordinaria giocata con cui ha aperto le acque di Inter-Getafe e lanciato un macigno sulle ambizioni degli spagnoli. Ieri, nel post partita di “Sky Sport”, Daniele Adani ha suggerito di non elogiare smisuratamente Alessandro Bastoni, nell’azione dell’1-0 nerazzurro. La prestazione del classe ’99 dell’Inter va sottolineata per altri aspetti, ma è la grande qualità di Lukaku che valorizza quel suggerimento in profondità, trasformandolo in un diamante grezzo di bravura.

MOSTRUOSO – Il punto è proprio questo: Lukaku ha una percezione dello spazio fuori dal comune. La sensazione che si ha, nel vederlo condurre la sfera inesorabilmente verso l’1-0, è che Etxeita (difensore del Getafe che lo marcava) non possa davvero far nulla. Il centrale spagnolo rimbalza letteralmente contro la mole del belga, concedendogli l’angolo decisivo per bucare David Soria. A Lukaku basta pochissimo per illuminare una serata che l’Inter aveva iniziato con torpore.

LEADER TOTALE – Ma i margini di miglioramento di questo ragazzone belga sono evidenti. È bello concentrarsi su quello che potrebbe implementare nel momento in cui tutti si affrettano ad elogiarlo. L’ha fatto anche Antonio Conte, ai microfoni di “Sky Sport”, ma lui è così per natura. Ma fondamentalmente ci ha scherzato su anche lo stesso Lukaku (QUI le sue parole). L’autoironia è decisamente il modo migliore per crescere a livello professionale e umano. E Lukaku, nell’economia di questa Inter, non è più soltanto un attaccante che macina record.




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