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Inter, l’ossatura è chiara. Handanovic: situazione da affrontare

La prima stagione all’Inter di Antonio Conte fa emergere l’ossatura nerazzurra del futuro. Un solo rebus nel primo tassello: il portiere. In quale ruolo vedremo Samir Handanovic il prossimo anno?

SCHELETRO – La colonna vertebrale dell’Inter 2020/21 è definita. La prima stagione di Antonio Conte in nerazzurro ha fatto emergere dinamiche chiare, attorno a cui verrà costruita l’Inter del futuro. Questa ossatura ha due perni imprescindibili: Stefan de Vrij e Romelu Lukaku. Dopo Samir Handanovic sono i due calciatori più utilizzati: 4.189′ per l’attaccante, 3.906′ per il difensore. Sotto la guida di Conte, de Vrij ha fatto un salto definitivo in termini di leadership, tecnica prima che carismatica. Non solo 4 reti e 5 assist in 46 presenze, ma anche il titolo di miglior difensore della Serie A. Lukaku ha invece mantenuto, e addirittura superato, le aspettative iniziali. Ha trascinato i nerazzurri al secondo posto in campionato e alla finale di Europa League: 34 gol al primo anno con l’Inter, come Ronaldo nel 1997/98. Il belga è il leader offensivo della squadra, il faro a cui i compagni si aggrappano.

VERTEBRA – La vertebra centrale di quest’ossatura potrebbe avere un duplice supporto. Il centrocampista più utilizzato da Conte è stato Marcelo Brozovic (3.864′), seguito da Nicolò Barella (3.085′). Se le geometrie del croato dettano i tempi della manovra dell’Inter, Barella è imprescindibile per altre doti. Nel centrocampo dell’Inter nessuno come lui riesce ad applicarsi con tanta quantità e qualità in entrambe le fasi di gioco, per l’intero arco della partita. Il 23enne sardo si è già impossessato della mediana nerazzurra, e gli anni a venire sono di sua competenza.

REBUS – Da vedere invece il futuro di Handanovic. Lo sloveno è il capitano dell’Inter, più per anzianità che per carisma: 342 presenze in 8 anni a Milano. Il suo futuro non è tuttavia in bilico, il suo peso nello spogliatoio è conosciuto e riconosciuto. Ma la carta d’identità non mente, e recita 36 alla voce “anni”. È necessario iniziare a pensare all’eredità del numero 1 sloveno: ancora titolare, o secondo portiere? Al momento i candidati menzionati per raccoglierne il testimone sono Juan Musso dell’Udinese, e Ionut Radu (di proprietà Inter, al Genoa nell’ultimo semestre). Due profili giovani, con l’argentino che in due anni in Italia si è già imposto tra i migliori portieri del campionato. La scelta dipenderà da tantissimi fattori, soprattutto economici: Radu tornerebbe a casa, per Musso servirà un investimento di almeno 20-25 milioni. Ma la questione non può più essere rimandata.

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