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Inter, le soluzioni ideali per aggiungere qualità a Sensi e compagni

L’infortunio occorso a Stefano Sensi durante Inter-Juventus obbligherà il centrocampista a rimanere fuori una decina di giorni (qui l’approfondimento). Avvenuto fortunatamente prima della pausa delle nazionali, ha tuttavia riposto il focus sui problemi numerici della rosa di Conte. Sarà il preludio per un ritorno dell’Inter sul mercato, già a gennaio?
 
UNA ROSA ANCORA CORTA – L’acquisto di Stefano Sensi in estate – insieme a quello di Nicolò Barella – ha provvisoriamente puntellato gli endemici problemi di quantità del centrocampo dell’Inter. Questo ha permesso ad Antonio Conte non solo di aumentare il tasso tecnico nel reparto centrale, ma di dare anche un minimo respiro alle rotazioni in mediana. Ad esclusione di Marcelo Brozovic, che finora ha giocato tutti i minuti disponibili in Serie A (630′ su 630′) e 160′ su 180′ in Champions League, la media di minuti giocati dagli altri centrocampisti è piuttosto simile: in Serie A, Sensi ha una media di 65′ a partita, Barella e Matias Vecino 53 minuti a partita, e infine Roberto Gagliardini con 50 minuti giocati in media. Dei giocatori adatti a giocare in quella zona in campo, solo lo spagnolo Borja Valero non ha ancora esordito in stagione: potrebbe macinare i primi minuti proprio contro il Sassuolo per sostituire il numero 12. Sono quindi emersi i limiti numerici, ma soprattutto qualitativi (un maggiore focus qui), del centrocampo di Conte. Limiti che difficilmente potrebbero spingere la società a intervenire sul mercato già a gennaio, sebbene già in estate siano emersi diversi profili che ben si sposerebbero con le richieste dell’allenatore.
OCCASIONE QUASI LOW COST – Per aggiungere tecnica a Sensi e compagni, già in estate l’Inter aveva manifestato un lieve interesse per Ivan Rakitic. A rendere appetibile il regista del Barcellona e della Croazia – la cui intelligenza tattica è fuori discussione – è la situazione col club catalano: l’acquisto di Frenkie de Jong, infatti, ha notevolmente ridotto il minutaggio del croato, che sembra aver palesato un malessere alla dirigenza culé. Finora, in stagione, è partito titolare solo una volta tra Liga e Champions League, con una media-minuti stabile (31′ in campionato, 30′ in Europa): un grosso passo indietro rispetto alla stagione 2018/19, dove giocò in media 77 minuti nella Liga e 85 in Europa, partendo titolare 41 volte su 46. Il contratto che lega Rakitic al Barcellona scade nel 2021, ed è su questo aspetto che Giuseppe Marotta potrebbe far leva per ridurre il costo del cartellino. A spaventare non è nemmeno l’età (viste le 32 primavere che il croato raggiungerà il prossimo 10 marzo), ma piuttosto l’importo dello stipendio: ad oggi Rakitic ha un ingaggio di 13,3 milioni di euro annui, cifra che dovrebbe quasi dimezzarsi per dare il via ad una trattativa.
ACQUISTO “DOMESTICO” – Un altro nome che tuttora viene accostato spesso all’Inter è quello di Sergej Milinkovic-Savic: il serbo è un pallino di Marotta sin dal suo trascorso alla Juve, e l’appeal non è certo scemato dopo l’approdo a Milano. La soglia più grande è però dovuta al prezzo: Claudio Lotito non sembra disposto a scendere al di sotto dei 100 milioni di euro fissati già un paio di estati fa. Negli scorsi mesi questa posizione sembrava essersi ammorbidita, con il presidente della Lazio che ha lasciato trapelare di valutare anche offerte attorno ai 70-80 milioni. C’è poi la questione rinnovo a dimostrare ulteriormente come i biancocelesti si stiano preparando ad un’eventuale asta di mercato per il loro top player. Pare infatti che nelle scorso settimane Milinkovic-Savic abbia prolungato di un anno (fino al 2024) il contratto che già gli garantisce 4,6 milioni all’anno (il più pagato in rosa insieme a Ciro Immobile). L’assenza di un aumento è stata letta dagli addetti al settore proprio come una potenziale mossa di apertura di Lotito verso le pretendenti: se così sarà, l’Inter sarà sicuramente in prima fila.
LA SUGGESTIONE ESOTICA – Infine, tra i profili che incontrerebbero maggiormente le esigenze tecniche di Conte e le condizioni economiche preferibili dalla società, c’è Leandro Paredes. L’argentino, acquistato dal PSG lo scorso gennaio per una cifra vicina ai 40 milioni di euro, è già ai margini della rosa parigina: in campionato, la sua media è di 45′ a partita (2 presenze da titolare su 5 totali), e in Champions League scende addirittura a 17′ in 2 presenze (sempre da subentrato). La dirigenza dell’Inter potrebbe fare leva proprio sulle difficoltà interne allo spogliatoio francese per tentare un assalto al 25enne argentino e spuntare condizioni più favorevoli. Infine, Paredes potrebbe rivelarsi la soluzione privilegiata anche per altri due fattori: l’età (25 anni, solo uno in più di Milinkovic-Savic) e lo stipendio, dato che l’argentino ex Roma guadagna “solo” 3,4 milioni di euro annui.

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