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Inter, la solitudine di Stefano Sensi: Conte lo aspetta, Eriksen lo scalza?

Stefano Sensi, ancora alle prese con un problema al polpaccio, sta facendo fatica a ritrovare lo smalto di inizio stagione. L’arrivo di Christian Eriksen rischia di togliergli ossigeno. Ad Antonio Conte il compito di farli convivere. L’Inter non vuole bruciare un patrimonio del calcio italiano. Ma occhio all’integrità fisica. 

COMETA – I tifosi dell’Inter hanno ancora negli occhi la splendida ruleta contro il Cagliari, o il gol al Lecce, oppure le sterzate al cospetto del Barcellona. Stefano Sensi sta facendo fatica a tornare quello di un tempo. L’infortunio, nel big match contro la Juventus dello scorso ottobre, ne ha stroncato una crescita fino a quel momento repentina. L’ex Sassuolo è rimasto in naftalina per parecchio tempo, costringendo l’Inter a rivoluzionare il suo gioco. Con l’assenza del doppio regista in mediana, è aumentata la prima pressione su Marcelo Brozovic, con Stefan de Vrij costretto a prendersi la briga di servire direttamente i due attaccanti. I nerazzurri hanno iniziato a cercare gli attaccanti in maniera meccanica. Quando sono tornati a disposizione sia Sensi che Nicolò Barella la squadra aveva quasi cambiato faccia.

COESISTERE – L’arrivo di Christian Eriksen è un segnale forte anche in tal senso. Ad Antonio Conte serviva un interprete capace di legare il gioco,offrendo palloni comodi agli attaccanti. La trasmissione rapida della sfera, dai difensori alle punte, non solo si è fatta prevedibile, ma rischia di stremare gli avanti constringendoli ad un lavoro logorante di pulizia del pallone. In tutto questo, all’Inter manca terribilmente il vero volto di Stefano Sensi. L’ex Sassuolo è ancora preda di acciacchi fisici, ma già gli sviluppi del primo infortunio avevano lasciato capire quanto fosse fragile sotto questo punto di vista. Ecco perché Conte vorrebbe affrettare l’inserimento del danese, che andrebbe ad occupare la medesima (e forse anche più avanzata) zona di campo del ‘primo’ Sensi. Nell’ambito di questa mutazione tattica, Conte spera di riabbracciare al più presto la vera identità del classe ’95. In quel caso, sarebbe già pronto un beta test col doppio trequartista.

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