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L’Inter di Inzaghi scopre un’altra abilità: vincere anche senza brillare

L’Inter di Inzaghi, oltre a un’ottima serie di risultati in Italia e in Europa, ha messo in mostra un gioco da spellarsi le mani. Nell’ultima uscita dell’anno, i nerazzurri hanno scoperto di avere anche un’ulteriore qualità.

SFIDA AI GRANATA – Dopo la scintillante prestazione contro la Roma di José Mourinho all’Olimpico e le vittorie in goleada contro Cagliari e Salernitana, l’Inter ha ospitato il Torino a San Siro. Ne è venuta fuori una partita tatticamente complessa, contro un avversario ben organizzato e sostenuto da una condizione atletica che gli ha permesso di portare un pressing continuo sui portatori di palla nerazzurri, in una marcatura a uomo a tutto campo. Quella contro la squadra di Ivan Juric è stata la classica partita “sporca”, una di quelle sfide da vincere accettando lo scontro e rimboccandosi le maniche, lasciando da parte ricami e belletti. C’era da scendere nell’arena e combattere, palla su palla, contrasto dopo contrasto. L’Inter lo ha fatto e, se vogliamo, è una novità in questa stagione.

Inter battagliera

BELLI E CATTIVI – La squadra di Simone Inzaghi, fin dalle prime uscite, si è sempre mostrata molto propensa alla fase offensiva, alla ricerca stilistica del bel gioco e alla tendenza di lasciare liberi i propri giocatori di sprigionare fantasia e qualità. Questo ha portato a una certa mancanza di equilibrio nella prima parte della stagione. La solidità difensiva dell’anno dello scudetto sembrava ormai irrimediabilmente persa. Inzaghi si è messo al lavoro. Ha aggiustato i movimenti, ha limato i difetti e ha restituito alla squadra la difesa che l’ha portata al diciannovesimo tricolore della sua storia. Ora l’Inter è una squadra granitica e, allo stesso tempo, spettacolare. Un mix finora perfetto e i numeri lo stanno confermando, sia in Serie A che in Champions League. Contro il Torino si è aggiunto un terzo fattore, non meno importante degli altri. La capacità di vincere anche le partite più complicate, sapendo anche accettare di soffrire in alcuni frangenti della gara. Quegli 1-0 che vengono definiti “vittorie da grandi squadra” e che nell’arco di una stagione fanno una differenza enorme. E questa è un’ottima notizia.

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