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Inter, iniziano le ultime due settimane pre-bilancio: serve davvero qualcosa?

L’Inter deve lavorare prima in uscita e poi in entrata. Anche a livello temporale. Se i principali acquisti possono aspettare l’apertura ufficiale del mercato, le cessioni dovrebbero (condizionale necessario) arrivare prima della chiusura del bilancio. Ormai mancano due settimane al gong e le idee risolutive sembrano scarseggiare, Ausilio permettendo

BILANCIO IN CHIUSURA – Oggi è iniziata un’altra settimana, molto importante per diversi motivi. Fingeremo di parlare e scrivere di calcio come se a Copenaghen non fosse successo nulla, perché è palese che il pensiero oggi non possa essere alle cose futili. Futili in questo momento, anche se importanti per la sostenibilità aziendale. L’Inter il 30 giugno chiuderà l’esercizio di bilancio con un “rosso” che, a quanto pare, in qualche modo dovrà essere sistemato. Ormai da un mese si parla di una cessione – poi due, successivamente di nuovo una – dolorosa. Da 80 – poi 60, successivamente 70 facendo un media – milioni di euro. Cifra che si pensa di ricavare già in questa settimana attraverso la cessione di Achraf Hakimi, anche perché Lautaro Martinez è impegnato in Copa America con l’Argentina. Sarà davvero così? Il tempo stringe.

SITUAZIONE HAKIMI – Il Paris Saint-Germain ha già fatto due colpi clamorosi di mercato a parametro zero: Gianluigi Donnarumma (Milan) in porta e Georginio Wijnaldum (Liverpool) a centrocampo. Il monte ingaggi, anche considerando i rinnovi dei campioni Neymar Jr (già firmato) e Kylian Mbappé (per convincerlo a restare, ndr), è schizzato nuovamente alle stelle. E non è un caso che il PSG stia risparmiando tanto sui cartellini in entrata quanto sui riscatti: gli italiani Alessandro Florenzi (Roma) e Moise Kean (Everton) per il momento sono virtualmente tornati alla base. Basterà per sferrare l’attacco decisivo ad Hakimi entro e non oltre due settimane? Oppure bisognerà aspettare il rilancio del Chelsea? L’asta, per ora, non si vede.

MERCATO CREATIVO – L’impressione è che l’Inter faccia bene a pensare al piano B. Perché, non dovesse arrivare l’offerta monstre per Hakimi (o chi per lui), in qualche modo bisognerebbe far quadrare il tutto. Operare saggiamente sul mercato è un must dell’AD Sport Beppe Marotta, ma in casa Inter negli anni il contributo del DS Piero Ausilio è stato fondamentale per risolvere situazioni simili. L’Inter ha bisogno di piazzare più di un giocatore entro fine mese e tutte le trattative, per ovvi motivi, si stanno complicando. È arrivato quel periodo dell’anno in cui le idee possono risolvere i problemi anche senza poter raggiungere l’obiettivo fissato. Nei prossimi quindici giorni è possibile vendere ma non svendere, altrimenti i problemi verrebbero ingigantiti. Se serve realisticamente “quella cifra”, forse è davvero il caso che Ausilio rimetta in moto il suo “mercato creativo”, fatto di operazioni (minori) last minute salva-bilancio. Ma serve davvero?

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