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Inter, il punto sugli esuberi: tre gruppi diversi, uno per sbloccare il mercato

Inter, che mercato estivo sarà? La domanda se la sono posti in tanti ma la risposta data da Marotta sulla necessaria “creatività” toglie ogni dubbio. Con Ausilio si provvederà prima a tagliare gli esuberi, poi a cogliere le migliori occasioni a costi sostenibili nei ruoli scoperti. Analizziamo nel dettaglio la situazione dei diversi esuberi in casa Inter

ESUBERI INTER – Il mercato dell’Inter ufficialmente deve ancora iniziare. Finora sono state chiuse solo operazioni nella fase di pre-mercato. E ora si lavora non-stop in uscita per permettere novità anche in entrata. Il tema degli esuberi è prioritario per Beppe Marotta e Piero Ausilio, attivi su più tavoli. Al momento Simone Inzaghi deve tenere in considerazione tre gruppi diversi di esuberi. Il primo è quello dei giocatori in attesa di sistemazione senza presenziare – almeno per il momento – al ritiro estivo dell’Inter. Si va dal portiere Gabriel Brazao all’attaccante Edoardo Vergani, passando per l’esterno Georgios Vagiannidis e il centrocampista Xian Emmers (in scadenza, ndr). Di questo pacchetto Inzaghi non ha alcun tipo di responsabilità. Agenti e dirigenti sono a lavoro per trovare la soluzione ideale altrove. Non si possono considerare esuberi gli ex Primavera – da Filip Stankovic a Martin Satriano (vedi focus). Il loro futuro verrà discusso con più calma. Anche per questo motivo alcuni ora sono aggregati in Prima Squadra per fare numero in attesa del rientro dei calciatori in vacanza. I “problemi” di Marotta e Ausilio sono altri, di certo non i giovani.

Inter, rosa troppo ampia: uscita obbligata per chi è di troppo

PROFILI IN ECCESSO – Più importante è il secondo gruppo. Quello degli esuberi attualmente presenti e/o in arrivo ad Appiano Gentile ma con i bagagli già in mano. Si tratta di una serie di calciatori che Inzaghi è “costretto” a considerare parte del gruppo-squadra. Almeno finché non si sbloccheranno le operazioni di mercato. Oltre agli esuberi schierati titolari a Lugano (Dalbert e Radja Nainggolan entrambi attesi a Cagliari, magari anche Andrea Pinamonti), nel gruppo figurano le riserve (Andrei Radu e Facundo Colidio). E quelli attualmente infortunati (Samuele Mulattieri sicuro, Eddie Salcedo in dubbio). A essi se ne aggiungeranno altri. Come Valentino Lazaro, tornato negativo al Covid-19. A meno di clamorose accelerate di mercato o cambi di programma legati all’emergenza sanitaria, questo gruppo di esuberi seguirà l’Inter nella tournée statunitense. Marotta e Ausilio in queste ore sono impegnati ad alleggerire la rosa di Inzaghi proprio per evitare situazioni simili. Inutile far partire chi potrebbe far rientro in Italia presso una destinazione diversa da Milano. Meglio concludere le operazioni in tempi stretti. Da questi addii (alcuni difficili), comunque, si ricaverà ben poco a livello economico. Praticamente nulla. Servono ad alleggerire il monte ingaggi e fare spazio per nuovi investimenti low cost ma funzionali.

Mercato condizionato dai contratti pesanti in rosa

TESORETTO DI MERCATO – Per completare il quadro, bisogna citare il terzo gruppo. Quello dei profili “lussuosi” che l’Inter ha deciso di ridimensionare. Al momento non sono ufficialmente esuberi perché completano la rosa. Ma allo stesso tempo fanno da tappo a nuove operazioni di mercato. Si tratta dei cileni Arturo Vidal e Alexis Sanchez (vedi focus). Ma anche di chi è in scadenza. L’incognita si chiama Matias Vecino (vedi focus). Occhio, però, anche ai croati. Eventuali investimenti davanti alla difesa e sulla fascia sinistra sono legati alla conferma di Marcelo Brozovic e Ivan Perisic, che per ora sono titolari con l’asterisco. La situazione, soprattutto a centrocampo dove è presente il tuttofare Roberto Gagliardini, è in evoluzione. Chi verrà tagliato? Da queste partenze l’Inter potrebbe ricavare il famoso “tesoretto”. Necessario sia per evitare altre cessioni dolorose stile Achraf Hakimi sia per completare la rosa con tre-quattro novità. Sul taccuino un esterno destro e possibilmente anche sinistro in prestito. Oltre a un paio di jolly tra centrocampo (Nahitan Nandez) e attacco (Keita Baldé) per regalare a Inzaghi una rosa competitiva. Nella migliore delle ipotesi il tesoretto non va considerato in ottica spesa per i cartellini, bensì come investimento per gli ingaggi dei nuovi arrivi. Marotta e Ausilio sono chiamati a far quadrare tutti questi conti, tra rinnovi e compravendita di calciatori. Come finirà?

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