Inter, il girone di ritorno è una sentenza: Conte come Mancini e Spalletti

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13 Luglio 2020, 08:56
Conte Inter
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L’Inter ha un problema di continuità ma non lo scopriamo di certo oggi. In ogni caso, fa davvero impressione osservare il confronto col girone d’andata nelle ultime stagioni. E neppure Antonio Conte è riuscito ad invertire questo trend infernale

PUNTUALE – Negli ultimi anni l’Inter ha lasciato in dote pochissime certezze. Una di queste riguarda ovviamente il calo cronico nel girone di ritorno. La famosa ‘crisi invernale’, che in teoria abbraccerebbe anche parte del girone d’andata, ma in termini statistici è il girone di ritorno a rovinare puntualmente quanto di buono costruito nei primi tre mesi di campionato. Escludendo l’annata 2016/2017, con le dimissioni di Roberto Mancini ad agosto, i problemi di Frank de Boer e l’arrivo di Stefano Pioli, persino Antonio Conte è risparmiato in questo particolare tritacarne.

ILLUDERSI – Inaugura la tendenza doubleface proprio il tecnico di Jesi, che alla sua seconda stagione aveva messo in piedi una squadra molto solida, puntando sugli arrivi di João Miranda, Jeison Murillo, Felipe Melo e via discorrendo. Quell’Inter tenne una media di 2,05 punti a partita nel girone d’andata e, sfruttando le difficoltà della Juventus di Massimiliano Allegri riuscì anche a stazionare per un breve periodo in vetta alla classifica. La sconfitta col Sassuolo del gennaio 2016, con rigore di Domenico Berardi al 95′, gettò i nerazzurri del baratro e la squadra abbassò la media punti a 1,47 conquistati a partita.

ILLUDERSI DI NUOVO – L’arrivo di Luciano Spalletti non riuscì ad invertire il trend. Alla prima stagione (2017/18) il tecnico di Certaldo stupisce tutti e parte a razzo. Ivan Perisic sembra rinato e fino a dicembre lascia i solchi dietro di sé, mentre Mauro Icardi sembra già destinato alla palma di capocannoniere. Ma dal dicembre di quell’anno in poi la squadra imbocca il solito tunnel. L’Inter passa da una media di 2,16 punti a partita ad 1,63. Il ritorno in Champions League arriva solo dopo una partita mitologica contro la Lazio all’Olimpico.

NEL BARATRO – L’anno successivo i nerazzurri ripartono con maggior solidità e consapevolezza dei propri mezzi. Ma soprattutto con lo stesso tecnico. In campionato la partenza è leggermente falsata, ma l’Inter riesce comunque a raccogliere 2,05 punti di media a partita nel suo girone d’andata. In Champions si va come sulle montagne russe. Ma il crollo è fragoroso nel girone di ritorno, sia in termini di risultati che di atmosfera nello spogliatoio. Il caso Mauro Icardi affossa l’Inter e i nerazzurri abbandonano anche l’Europa League in modo mesto. Il crollo, in termini di media punti, ormai è puntuale: si scende a 1,58 a partita nel girone di ritorno di quell’anno.

(DI NUOVO) IN CADUTA LIBERA – L’arrivo di Antonio Conte e il repulisti parziale della rosa vanno proprio in quella direzione: inculcare ai nerazzurri il verbo della vittoria ed evitare cali bruschi durante l’annata.  La stagione comincia come meglio non potrebbe e la media punti per partita è la più alta degli ultimi campionati (2,42). Forse anche per questo il crollo del girone di ritorno è anche più fragoroso del solito. La pandemia e il lockdown sporcano inevitabilmente una valutazione che comunque sembra possedere margini di realismo. Il calo dell’Inter era già cominciato a febbraio. La media punti attuale dei nerazzurri è scesa ad 1,58 per partita: esattamente come quella di Luciano Spalletti lo scorso anno.


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