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Inter, il cambio sugli esterni ha funzionato: Moses e Young producono

Nel mercato di gennaio l’Inter ha deciso di investire sugli esterni. Su richiesta di Conte sono arrivati Young e Moses e i loro acquisti si sono rivelati produttivi.

NECESSITA’ TECNICA – A gennaio per la sua Inter Conte ha cercato forze fresche sugli esterni. Non per un capriccio, sia chiaro. I motivi della richiesta erano evidenti. Sulla sinistra Asamoah ha smesso di giocare in Brescia-Inter. Decima giornata, 29 ottobre. Per problemi fisici. E Biraghi a quel punto era l’unica opzione. A destra invece fin da inizio anno la scelta era su Candreva come prima, seconda e terza opzione. Unica alternativa D’Ambrosio, che chiaramente ha altre caratteristiche ed è più tattico. Anche qui poi ci si sono messi gli infortuni. Pur non scomparendo come il ghanese, il numero 33 ha avuto diversi stop che hanno limitato le opzioni del tecnico. Così nel mercato di riparazione sono arrivati Young e Moses.

PRONTI ED ESPERTI – Due acquisti su input specifico dell’allenatore. Due nomi esperti, con alle spalle numeri notevoli di presenze sia coi club che con le rispettive nazionali. Con in comune la Premier League. Young e Moses sono arrivati come giocatori pronti, capaci di inserirsi subito in un contesto di gioco nuovo. Anche senza aver mai vissuto la Serie A. Non stelle assolute, chiaramente, ma nomi utili. Scommesse ben ponderate. E i risultati sul campo sono arrivati.

RENDIMENTO ALTO – Young è stato il primo ad essere acquistato. Classe 1985, esperienza sconfinata in Premier League (369 presenze complessive), mentalità vincente grazie ai 7 titoli vinti col Manchester United, duttilità assoluta per il ruolo. In carriera infatti ha giocato sia a destra che a sinistra da ala, terzino e da quinto di centrocampo. Non a caso Conte lo manda in campo praticamente subito, dopo poco più di una settimana alla Pinetina. Schierandolo a destra per la prima e unica volta. Parlando dei dati in Serie A, per il resto delle sue 16 presenze Young giocherà sempre a sinistra, il suo ruolo preferito. Le statistiche parlano di 3 gol, 3 assist e il secondo valore più alto di km percorsi tra gli esterni. Con 28,7 passaggi di media è anche il giocatore di fascia col valore più elevato. I suoi 1153 minuti accumulati da gennaio testimoniano la fiducia del tecnico e anche la sua tenuta fisica.

FEDELISSIMO – Moses, classe 1990, ha un pedigree un filo meno raffinato, ma nel suo curriculum troviamo comunque Chelsea, Liverpool e Fenerbahçe. Per il nigeriano pesa uno sponsor chiamato Antonio Conte: proprio con lui ha svoltato la sua carriera in maglia blues, reso al meglio e vinto da protagonista. Tra i due il legame è forte. Il tecnico si fida e il giocatore dal canto suo non perde occasione per sottolineare quanto gli piaccia lavorare col salentino. Il richiamo a gennaio insomma era irresistibile. E conoscere già schemi e metodi di lavoro un ulteriore plus. Moses è arrivato con infortuni da smaltire e non ha mai trovato la vera continuità. Lo stesso in appena 451 minuti, 4 partite da titolare, ha fornito 3 assist e dimostrato che sulla destra può garantire un apporto importante. Soprattutto con la sua velocità e la sua attitudine all’uno contro uno. Una risorsa da non sottovalutare, che può aiutare a scardinare difese bloccate. A conferma, il numero 11 è il migliore dell’Inter con 1,3 dribbling a partita.

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