Inter, i dubbi di Conte e le voci d’addio attaccate alla schiena di Eriksen

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5 Settembre 2020, 09:17
Eriksen Eriksen
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L’Inter potrebbe rituffarsi sul mercato, per prendere Kanté, grazie al solito Christian Eriksen, prontamente spostato dalla casella degli incomprensi a quella dei sacrificabili. Ma non dovevamo dargli un’altra stagione di tempo? 

FOTOGENICO – Come il mantra di un filosofo orientale, o il semplice ritornello di una hit dell’estate.Christian Eriksen è vicino all’addio, stavolta sarebbe N’Golo Kanté la pedina a cui lasciar posto. Sul danese si è scritto e detto di tutto, al punto che, durante il lockdown, sembrava diventato il volto preferito per riempire le pagine di giornali apatici. Saranno i suoi lineamenti nordici, smussati e addolciti dalla barba fulva e dallo sguardo sospeso.

APATICO – Eriksen è stato accolto all’Inter con grande entusiasmo, ma la sua storia calcistica, in nerazzurro, racconta ben altro finora. Sforzarsi di capire a che punto è il feeling con Antonio Conte pare davvero un’impresa, anche se i numeri del suo impiego dovrebbero parlare da soli. Eriksen ha messo insieme poco più di mille minuti da quando è arrivato all’Inter a gennaio. Col Tottenham ne ha raccolti pochi di più, ma nulla di abissale. D’altronde, lo stesso José Mourinho, in una intervista recente, aveva parlato della scarsa incisività di Eriksen da un punto di vista caratteriale. Ma il grado di intensità, richiesto da Conte e dallo Special One, non è troppo diverso da quello comune a tutti gli altri tecnici, e necessario per far la differenza a questi livelli.

ATTESA – Probabilmente, i due allenatori di Inter e Tottenham fanno caso ai dettagli, alla prossemica e agli atteggiamenti. D’altro canto, non bisogna tralasciare le difficoltà di adattamento a cui Eriksen ha dovuto far fronte. Ma anche per quelle il barile ha cominciato a mostrare il suo fondo. Chi è davvero Christian Eriksen, e cosa possiamo aspettarci da lui, non è certo un mistero. La sua carriera ha creato notevole hype e la sua fama non può far altro che precederlo.

RUMORI – Ma il problema non riguarda tanto le strategie di Conte e dell’Inter per il danese. Piuttosto, il sottofondo nocivo di un rapporto così delicato, tra un allenatore e il suo uomo di maggior qualità: un humus di voci, un ronzio fastidioso. Le stesse dicerie che davano la stagione 202/21 come quella del riscatto per Eriksen, adesso vorrebbero spingerlo giù dal dirupo. È certo che il tecnico si aspetta qualcosa in più dal suo danese, ma sarebbe strano il contrario. Non è possibile, d’altra parte, che la figura di Eriksen sia l’obiettivo perfetto per spiegare tutti i mali dell’Inter, ma al tempo stesso anche quella più conforme per tirarne fuori dei nuovi dal cappello. Sarà sicuramente fotogenico, ma i primi piani avranno stufato anche lui.


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