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Inter-Empoli prima senza Brozovic: Inzaghi le prova tutte, nessuna risposta

Inter-Empoli è stata la prima giocata senza Brozovic. Il test per Inzaghi è andato male: la mediana nerazzurra ha bisogno di un innesto. 

TEST FALLITO – Inter-Empoli era un test tattico per Inzaghi. La prima stagionale senza Brozovic rappresentava infatti un’incognita visto il ruolo centrale del croato nel gioco della squadra. Come sono andate le cose in Coppa Italia? La prima risposta è semplice, quanto necessaria: male.

VECINO INADEGUATO – L’Inter non ha approcciato male la partita. Anzi per tutto il primo tempo ha anche macinato gioco e occasioni. Ma qualcosa non andava come al solito, soprattutto a livello difensivo. Spazi non perfetti, coperture in rincorsa. Una questione di intesa di sicuro, ma anche una capacità di lettura carente. Inzaghi ha iniziato con Vecino nel ruolo di Brozovic. E, appunto, la risposta non è stata convincente. L’uruguaiano copre questo ruolo con la sua nazionale, ma ha dimostrato di non avere i tempi di gioco, la velocità di pensiero e la capacità di muoversi e adattarsi secondo le idee del tecnico. Solo 58 palloni toccati, con appena 18 passaggi in avanti. Fino ad oggi in stagione il numero 8 aveva sempre fatto l’interno, con licenza di attaccare. Questo nuovo esperimento ha dimostrato ancora una volta che la sua esperienza nerazzurra deve essere agli sgoccioli.

PROVATI TUTTI – Inzaghi se ne è reso conto e a quel punto è iniziata una girandola. Nel ruolo si sono visti Gagliardini, Calhanoglu, Barella e pure Sensi. Sostanzialmente li ha provati tutti. E quello che ha dato le risposte migliori, unendo dinamismo, regia e capacità di tenere le distanze è stato il numero 23. Cioè colui che in stagione era già stato provato, in certi spezzoni di partita. Che non ha caso è il centrocampista con più palloni toccati, miglior percentuale di realizzazione e più passaggi in avanti.

COPERTA CORTA – L’assenza di Brozovic ha quindi portato una risposta per Inzaghi. Un vice del croato non esiste. Per sostituirlo probabilmente l’opzione migliore è Barella, ma insieme a lui serve qualcuno che poi supporti la fase offensiva (come ha fatto Sanchez). Ma spostare il sardo significa aprire la questione della sua sostituzione nel ruolo di interno. Per farla breve, la coperta è corta. E forse una risposta servirebbe dal mercato.

 

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