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Inter e Nike, marketing storico sì! Ma in questo modo si insulta la storia

Inter e Nike hanno finalmente messo nero su bianco (anzi, azzurro… sempre poco) sulla maglia celebrativa per i vent’anni insieme, ma non si può essere soddisfatti appieno per la realizzazione. Soprattutto per le motivazioni date

MAGLIA CELEBRATIVA – In mattinata l’Inter ha ufficializzato la maglia celebrativa realizzata dalla Nike per l’anniversario dei vent’anni di partnership tra i due colossi sportivi, che dall’estate ’98 viaggiano insieme e di recente anche con non poche critiche economiche ed estetiche. Si tratta di una mossa importantissima dal punto di vista del marketing per entrambe le aziende, soprattutto per quanto riguarda il branding, dato che è facile ricondurre i colori nerazzurri a Nike e lo swoosh (qui bianco) all’Inter, utilizzando come palcoscenico quello più atteso in assoluto: lo Stadio “Giuseppe Meazza” in San Siro nel Derby di Milano contro i cugini rossoneri del Milan di domenica 17 marzo 2019, ore 20.30. Eppure qualcosa non va bene. Anzi, non può andare bene.

SCELTE IMBARAZZANTI – Già la scelta delle dieci maglie “omaggiate” è da brividi, dato che non viene presa come riferimento quella del centenario (2007/08) bensì quella “della prima stagione dopo il centesimo anniversario (2008/09)”, ma che roba è? Viene ignorata la maglia del ritorno dello scudetto tricolore sul petto (2006/07), ma non quella “del ritiro del Capitano (2013/14)”, come se Javier Zanetti fosse più grande dell’Inter stessa. Avrei potuto capire un riferimento all’ultima maglia indossata da Giacinto Facchetti (proprio la prima scudettata da Nike), quello sì che sarebbe stato un riferimento storico importante. E vogliamo parlare delle maglie “caratterizzata da linee più strette (2013/14); dalla grafica ‘gessata’ (2014/15); dalla grafica speciale (2016/17)”? Cara Nike, ci hai preso per stupidi? Oltre all’omaggio alla maglia attuale – “la stagione della qualificazione per il ritorno nella massima competizione europea” -, un insulto alla storia dell’Inter, che la Coppa dei Campioni/Champions League l’ha vinta tre volte e non deve certo omaggiare il fatto che la giochi. Per fortuna viene rispettato parzialmente il parametro dei colori sociali “nerazzurri”.

OCCASIONE PERSA – La Nike, in pratica, ha scelto le dieci maglie più “comode” tra quelle a disposizione, ovvero le ultime realizzate, quelle che sputano sulla storia dell’Inter sia in termini estetici sia di risultati, dato che è dalla “stagione successiva al Triplete” che in Corso Vittorio Emanuele II non vengono più portati dei trofei vinti dalla Prima Squadra. E il tutto realizzando una maglia oggettivamente indegna, il cui impegno di design e grafico è pari a zero: stoffa messa a caso a mo’ di riempitivo. Non c’entra nulla con l’Inter, men che meno con la gloriosa storia nerazzurra. L’idea è buona, anzi ottima, per i motivi suddetti, ma per fare marketing non bisogna solo far parlare in maniera critica di un qualcosa che è stato realizzato, bisogna anche saper portare avanti le idee per far sì che siano di successo. Si poteva realizzare una maglia bellissima, particolare e storica, per ricordare i vent’anni di successi nel binomio Inter e Nike (senza dimenticare lo sponsor ufficiale Pirelli, che gode di luce riflessa…), invece si è persa una buona occasione: se ne parla e se ne parlerà sì, ma più per il fastidio generato da una maglia simile che per il suo senso.

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