Inter divisa tra Conte e Mourinho. Uno è in vantaggio, ma c’è un filo comune

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9 aprile 2019, 13:01

L’Inter per il dopo Luciano Spalletti, che a fine stagione quasi sicuramente andrà via, sembra divisa tra José Mourinho e Antonio Conte. Una parte della dirigenza, l’a.d. Marotta e il presidente Zhang, spingono per l’italiano mentre il portoghese è appoggiato dal vice presidente Javier Zanetti. Nonostante le posizioni differenti, c’è un filo comune

UOMO FORTE – L’Inter, da sempre, dimostra di aver bisogno di un uomo forte al comando. Helenio Herrera, Giovanni Trapattoni e José Mourinho sono i tre nomi che spiccano. Gente dalla spiccata personalità, dal carattere forte e grandi motivatori. Tutte caratteristiche essenziali per sedere sulla panchina nerazzurra, spesso al centro di polemiche e periodi di crisi dai quali se ne esce solo grazie a una testa ben salda. Luciano Spalletti sta facendo del suo meglio, le difficoltà non sono di certo mancate ma il tecnico è riuscito – seppur non mettendo d’accordo tutti – a gestire la situazione, mantenendo comunque il terzo posto.

SUGGESTIONE – Spalletti però è destinato a salutare a fine stagione, e la sensazione è che lo sappia perfettamente. L’Inter dunque si guarda intorno e prova a delineare il suo futuro. I vari rumors parlano di due nomi in particolare, vale a dire Antonio Conte e Mourinho. Il secondo è indissolubilmente legato all’Inter, dove in due anni ha vinto tutto quello che c’era da vincere, riportando in alto il blasone del club nerazzurro. Considerando l’altissimo ingaggio e le pretese del portoghese, appare difficile che l’Inter attualmente possa pensare a lui, anche se l’uscita dal Fair Play Finanziario potrebbe aiutare.

FILO COMUNE – Conte però sembra essere in vantaggio, sia perché l’ingaggio da 10 milioni di euro sembra più alla portata dell’Inter e sia perché l’ex Chelsea può contare su un alleato fortissimo in società: Giuseppe Marotta, che tra l’altro ha già lavorato con Conte alla Juventus. Anche il tecnico italiano in quanto a pretese non è da meno, ma soprattutto è legato a Mourinho da un sottile filo comune: la fortissima personalità. Sia l’uno che l’altro sono riconosciuti nell’ambiente come due sergenti di ferro, capaci di tenere i giocatori sempre sull’attenti. Certo, parliamo di due palmares diversi ma sicuramente due profili di alto livello.

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