Inter, Conte ha moltiplicato le soluzioni offensive dopo il lockdown

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21 Luglio 2020, 08:48
Conte Conte
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Antonio Conte ha lavorato assiduamente per cambiare volto alla sua Inter dopo il lockdown. Gli esperimenti del tecnico sono stati molteplici e lasciano ampio margine di lavoro per il futuro

CERCASI CERTEZZE – Nei due mesi passati sul divano di casa, Antonio Conte ha avuto modo di progettare l’Inter che avrebbe dovuto dare l’assalto all’ultimo terzo di stagione. In molti erano convinti che i nerazzurri avrebbero impostato una partenza sprint, anche in virtù di un calendario inizialmente (e sulla carta) abbastanza agevole. Di quelle aspettative è rimasto poco in piedi. Il segmento “abbordabile” del calendario post-lockdown ha messo in crisi le risorse della società e dell’organico, mandando il tecnico sull’orlo di una crisi di nervi. Volendo tracciare un piccolo bilancio, ai nerazzurri cosa resta in mano dopo questo tritacarne di partite?

NOVITÀ – La risposta più scontata, e maliziosa, potrebbe essere la firma su un contratto di Achraf Hakimi, primo acquisto del nuovo mercato. Ma così rischieremmo di proiettarci nella classica dimensione nerazzurra del “domani sarà sicuramente più bello“, focalizzandoci sulle aspettative e sulla distorsione di una realtà che, nonostante tutto, lascia in piedi parecchie cose. L’Inter pre-lockdown era finita in un vicolo cieco e grigio, senza soluzioni di creatività. La domanda è d’obbligo: Antonio Conte è riuscito a rendere più imprevedibile questa squadra?

ALTERNATIVE – La risposta è affermativa. In primis, perché il tecnico è tornato ad avere a disposizione alcuni elementi chiave per le sue rotazioni. Alexis Sanchez figura perennemente in cima a questa lista. Come abbiamo scritto in più di un’occasione, il cileno ha fornito un’interpretazione diversa del ruolo di ‘punta complementare’ nell’attacco a due dell’Inter. L’ex Manchester United cuce il gioco e fa un lavoro a metà tra il rifinitore e il finalizzatore. I suoi numeri confermano una crescita esponenziale nell’ultimo periodo. Ma non basta avere sul tavolo tutti i pezzi del puzzle per creare la riproduzione visiva. Bisogna anche saperli assemblare.

IPOTESI – Conte ha provato a piazzare Christian Eriksen sulla trequarti ma ha ottenuto risultati ondivaghi. Il danese si è espresso benissimo nelle prime uscite post-lockdown. Ma poi è tornato nel dimenticatoio e il tecnico sta cercando in tutti i modi di rivitalizzarlo. Segnali incoraggianti arrivano però dal nuovo vestito tattico dei nerazzurri. Quel 3-4-1-2 che sembrava cotto a puntino per l’ex Tottenham e che, finora, ha valorizzato solo Borja Valero. Tuttavia, risulta molto difficile cogliere i segnali giusti che arrivano da questa Serie A, che non vede l’ora di finire e dimenticarsi. Come ha detto saggiamente Luca Marchegiani, opinionista di “Sky Sport”, le squadre devono stare molto attente a programmare il futuro partendo da questo ultimo terzo di partite. Si tratta infatti di un contesto sporcato da tante variabili insolite che fanno la loro parte.

FUTURO – L’Inter, però, ha avuto il merito di rimettere in discussione sé stessa. E lo ha fatto anche Conte, che contro la Roma ha provato nuovamente a mettere in campo qualcosa di nuovo. L’ex allenatore del Chelsea ha demolito le critiche sul suo presunto dogmatismo, costringendo gli addetti ai lavori a scovare per altri lidi le lacune della sua Inter. Non è detto che questo basterà a realizzare una versione migliore dei nerazzurri in futuro. Ma certamente Conte si è dato ampio margine per lavorare. Si è dato degli obiettivi e dei fogli di bozza su cui mettere il muso fino a tarda notte. In sintesi: ha vincolato il proprio legame con il progetto Inter partendo proprio dagli esperimenti di campo. E questo aspetto, per un profilo ambizioso e orgoglioso come lui, vale più di qualunque guanto di sfida lanciato vicino alle sue scarpe.


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