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Inter al centro dell’attenzione: perché non preoccuparsi per il bilancio ‘record’

L’Inter è tornata a regalare allarmismo mediatico grazie all’approvazione dell’ultimo bilancio, che di certo non può far contento nessuno. Ma la società nerazzurra non scopre oggi l’acqua calda e già da mesi lavora per migliorare la situazione critica in prospettiva futura

BILANCIO RECORD – I titoli sull’Inter si sprecano ma non sono una novità. Come non è una novità il rosso di bilancio approvato e annunciato oggi (vedi comunicato). Certo, fa sorridere leggere articoli che parlano di “record” per un dato negativo, ma è il gioco delle parti. Un titolo forte è sempre un titolo forte, perché non sfruttarlo? Molto più difficile analizzare la situazione. Sì, perché l’Inter non scopre il suo bilancio negativo né oggi né tre mesi fa. Quando gli amministratori delegati hanno parlato e spiegato con la massima trasparenza la situazione, si riferivano esattamente a questo. E le operazioni già chiuse da Alessandro Antonello nell’area finanziaria e Beppe Marotta in sede di mercato faranno respirare l’Inter tra nove mesi.

TRE PUNTI – L’esercizio di bilancio datato 30 giugno “annuncia” tre verità, anche queste note. La prima, banale: l’Inter negli anni ha fatto tanti errori (es. svalutazione di asset e investimenti mai rientrati, vedi operazioni Joao Mario e Radja Nainggolan) e li paga tutti, contabilizzandoli probabilmente per l’ultima volta in questo esercizio. La seconda, generica: il Covid-19 ha impattato notevolmente sui conti nerazzurri (es. mancati ricavi da stadio e dagli sponsor in fuga), più di altri. La terza, scontata: Suning non può più gestire un’attività imprenditoriale in perdita perché debiti chiamano debiti (es. ridimensionare i costi futuri significa anche ridimensionare i possibili ricavi) ed è ciò che bisogna monitorare ora con più attenzione.

PROSSIMO BILANCIO – Tutto questo serve a ridimensionare anche i deliri delle ultime ore. Il rosso da record registrato nel 2021 non potrà essere replicato nel 2022, semplicemente perché nel prossimo bilancio ci saranno voci che dimezzeranno il passivo attuale (es. plusvalenze con Achraf Hakimi e Romelu Lukaku, ma anche nuovi sponsor quali Socios e Zytara, oltre al matchday di San Siro e si spera ricavi UEFA). Questo è il bicchiere mezzo pieno. Poi bisogna vedere in che modo proseguirà il progetto Inter, che – senza cambio di proprietà – potrebbe prevedere altri tagli. Alcuni (indolori) già decisi da un anno, altri (dolorosi) da ridiscutere. Come i rinnovi. Ma di questo non bisogna preoccuparsi ora, perché il 30 giugno 2022 è lontanissimo.

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