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Inter 2021/22, le pagelle di fine stagione: il voto di Inzaghi con commento

Inter, la stagione calcistica 2021/22 è terminata ufficialmente ed è tempo di analizzare in maniera più approfondita i singoli protagonisti in maglia nerazzurra. Dopo i voti stagionali alle macro-aree della società (vedi editoriale) e le pagelle individuali dei calciatori reparto per reparto (vedi ultima parte per recuperare le altre), ecco il focus sull’allenatore Inzaghi

(ALL.) SIMONE INZAGHI 8 – La stagione perfetta non esiste, altrimenti il voto in pagella sarebbe sempre 10. Nella sua prima annata sulla panchina nerazzurra Inzaghi si difende bene. E nell’attacco gli manca solo il graffio letale. Paradossale per un ex attaccante… Com’è paradossale quello che avviene all’Inter dal suo annuncio sulla panchina in poi. Gli presentano un progetto X e deve riadattarsi con Y modifiche (peggiorative). Superata la cosa, l’avvio è promettente. Inzaghi – infatti – si accontenta di ciò che arriva nel breve periodo senza ragionare in tempo sul lungo periodo. Tradotto: va tutto bene finché non sbaglia l’unica partita che non avrebbe dovuto sbagliare, condizionando così la seconda parte di stagione della sua squadra. Il ribaltone da 1-0 a 1-2 nel Derby di Milano casalingo in Serie A è il punto di svolta – negativo – dell’Inter versione 2022. Perché nel 2021, e fino alla sosta di gennaio, Inzaghi non fa rimpiangere Antonio Conte. Soprattutto dopo aver vinto la Supercoppa Italiana ai danni della Juventus. I problemi arrivano dopo. Quando la sua squadra perde certezze e non è in grado di trovare il correttivo. Colpa dell’ossessione Liverpool, probabilmente. O forse no. Sta di fatto che Inzaghi vive un periodo no (quello dei famosi “7 punti in 7 partite) e recupera la situazione solo dopo l’uscita dalla UEFA Champions League. E non è nemmeno troppo tardi per rimediare. Solo che arriva il secondo – grave – passo falso dell’annata nerazzurra: altro 2-1 in rimonta, ma a Bologna. Lì l’Inter spreca la possibilità di tornare in vetta e perde definitivamente i suoi sogni tricolore. In sintesi: l’Inter di Inzaghi gioca bene, anche meglio del previsto, ottenendo risultati sorprendenti, ma delude negli scontri diretti, eccezion fatta per i supplementari nelle due finali contro la Juventus. La vittoria della Coppa Italia bissa il successo invernale in Supercoppa e affievolisce l’amarezza per lo Scudetto sfumato. L’Inter in estate non viene costruita per confermarsi in vetta alla classifica di Serie A ma Inzaghi la rende altrettanto competitiva. Altro che quarto posto… I due difetti nella gestione (scontri diretti e rotazioni), che si trasformano in due sconfitte pesanti (contro Milan e Bologna), gli fanno perdere almeno due punti in pagella. Tampona il giudizio finale con i due trofei e la bella figura in campo internazionale. Inzaghi è ampiamente promosso e bisogna ripartire da lui, ottimizzandogli la rosa sia nella formazione titolare (da non smantellare!) sia soprattutto in panchina. Però la prova di maturità alla guida di una grande squadra che lotta su tre fronti, dopo l’esperienza alla Lazio, per il momento non viene superata a pieni voti.

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