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Inter 2021/22, le pagelle di fine stagione: i voti commentati [Attaccanti]

Inter, la stagione calcistica 2021/22 è terminata ufficialmente ed è tempo di analizzare in maniera più approfondita i singoli protagonisti in maglia nerazzurra. Dopo i voti stagionali alle macro-aree della società (vedi editoriale), ecco le pagelle individuali, calciatore per calciatore, con i voti commentati brevemente. Dopo i portieri (vedi pagelle), i difensori (vedi pagelle) e i centrocampisti (vedi pagelle), si chiude con i sei attaccanti

(N. 7) ALEXIS SANCHEZ 6.5 – Sfiora la doppia cifra di gol, che paradossalmente sono quasi il doppio rispetto agli assist. E senza battere rigori. La ferma convinzione è che potrebbe fare addirittura di più per l’Inter ma si auto-limita. Paga l’arroganza di sentirsi ancora il campione che era fino a qualche anno fa. A 33 anni non riesce a trovare serenità in panchina né continuità in campo, quando chiamato in causa. La stagione di Sanchez si riassume in due picchi: quello positivo, ovvero il gol al 121′ in Supercoppa Italiana contro la Juventus; quello negativo, ovvero l’espulsione al 63′ in Champions League contro il Liverpool. Entrambi decisivi per la stagione dell’Inter (l’ultima prima dell’addio?).

(N. 9) EDIN DZEKO 7 – Segnare 17 gol e andare in doppia cifra anche con gli assist è un grande risultato per un centravanti ormai 36enne. Dzeko arriva praticamente gratis per rimpiazzare Romelu Lukaku, facile aspettarsi una facile delusione. Più difficile essere realmente delusi da un’annata simile. Il problema è più di Simone Inzaghi, che gli chiede straordinari anche quando sarebbe meglio farlo rifiatare, anziché dell’attaccante bosniaco. Molto meglio nel lavoro lontano dalla porta che in area di rigore, comunque. Non si risparmia e gli va riconosciuto questo dettaglio, a prescindere da ciò che riesce a produrre sotto porta. Equivoco tattico… e di mercato.

(N. 10) LAUTARO MARTINEZ 7.5 – I tanti gol (25) e i pochi assist (4) descrivono benissimo la situazione vissuta dopo due anni senza Lukaku a fargli da spalla. Si reiventa capocannoniere della squadra ma non si trova bene con il nuovo partner offensivo. Le reti, comunque, non sono tutto. Così come per Dzeko, anche Lautaro Martinez si prende troppe pause. Che l’Inter paga con il crollo. Spreca molto. In particolare, il rigore fallito nel primo Milan-Inter stagionale alla fine dei conti pesa nella lotta Scudetto, perché è un errore da tre punti. Ma non è il caso di tornare a novembre, perché l’Inter ha più di un’occasione per riscattarsi. Il numero 10 argentino non completa ancora la sua maturazione ma si avvicina molto al livello a cui può ambire: essere riconosciuto come top player internazionale. E l’Inter deve costruirgli la squadra intorno, adesso.

(N. 19) JOAQUIN CORREA 5 – Tre doppiette, di cui una al debutto e una all’ultima partita, non giustificano il pesante investimento economico-finanziario fatto in estate. Non solo per i 31 milioni di euro diretti nelle casse della Lazio, ma anche per l’ingaggio quadriennale da 3.5 milioni netti annui. Cifre che al momento bloccano altri ingressi in attacco. I 6 gol, uniti ai 2 assist, sono numeri estremamente insufficienti per l’acquisto che avrebbe dovuto fare la differenza, andando almeno in doppia cifra. Ma ciò che Correa fa mancare all’Inter è soprattutto la presenza. Sia fisica (troppi infortuni) sia tecnica (poco ispirato). Ed è un peccato, perché quando fa il suo dovere è oggettivo il cambio di marcia dell’Inter in attacco. I compagni di reparto giocano meglio con lui al fianco ma purtroppo hanno davvero poche occasioni per essere omaggiati dalla sua presenza.

(N. 48) MARTIN SATRIANO SV – Inzaghi lo vede solo nel ritiro estivo, poi diventa un elemento di completamento. Appena 4 spezzoni in Serie A prima del prestito in Ligue 1. Il discorso legato al mercato è simile a quello fatto per Stefano Sensi (in uscita) e Robin Gosens (in entrata): a Milano ha poco spazio ma forse sarebbe servito di più qui, dandogli fiducia, anziché altrove. La seconda parte di stagionale al Brest, comunque, è abbastanza positiva. La prima, all’Inter, è da senza voto.

(N. 88) FELIPE CAICEDO SV – Credere che all’Inter ci sia un calciatore di movimento meno utilizzato di Aleksandar Kolarov è impossibile. Eppure è così. Il “sostituto” di Satriano a gennaio è l’oggetto misterioso del mercato nerazzurro. Altro che mercato di riparazione, Caicedo – con il suo ingaggio – serve solo a peggiorare il bilancio dell’Inter. I 3 inutili spezzoni in maglia nerazzurra resteranno nella storia, ma non di certo quella dell’Inter. Altro – ovvio – senza voto.

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