In campo avete visto D’Ambrosio, ma dovete immaginare Hakimi

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27 Agosto 2020, 09:54
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D’Ambrosio è stato il titolare della fascia destra nelle ultime partite di stagione. Una scelta precisa di Conte, con uno sguardo al futuro quando ci sarà Hakimi.

PRESENTE E FUTURO – Una specifica importante: il titolo è un omaggio a una vecchia prima pagina di Tuttosport, dove si poteva leggere un immortale “Si scrive Melo, si legge Fabregas”, che voleva esaltare il nuovo acquisto della Juventus, Felipe Melo, aumentandone un pochino le qualità effettive. Qui però non parliamo di pure suggestioni. Conte da Atalanta-Inter ha cambiato le sue gerarchie in fascia destra, scegliendo sempre come titolare D’Ambrosio. Il modo in cui ha interpretato il ruolo il numero 33 nerazzurro nelle ultime cinque partite della stagione è una specie di visione del futuro. Un futuro che ha nome e cognome, Achraf Hakimi.

SCELTA PRECISA – La scelta di Conte è stata etichettata subito come difensiva. L’Atalanta, si sa, sfrutta in modo molto aggressivo le fasce e mettere un giocatore di contenimento poteva essere una risposta. In realtà nel protrarsi della situazione si è capito che non era affatto così. D’Ambrosio non ha mai coperto il ruolo di esterno a tutta fascia in chiave puramente difensiva. Anzi. Il suo apporto in fase offensiva è stato costante e l’Inter ha giocato principalmente sulla fascia destra. La scelta del numero 33 è stata voluta e specifica: solo lui poteva interpretare il ruolo così. Candreva, il titolare di stagione e fedelissimo del tecnico no. Decisamente no, tanto che è scomparso dalle rotazioni.

CANDREVA OUT – D’Ambrosio ha giocato in chiave offensiva sfruttando il gioco senza palla e gli scambi corti. Spesso partiva molto alto, con l’ordine chiaro di tagliare senza palla alle spalle dei difensori. Un’interpretazione molto tattica e associativa, pensata per sfruttare gli spazi, che richiedeva velocità di scelta e giocate rapide e pulite. Candreva per indole gioca molto di più palla al piede, cercando l’uno contro uno insistito. Meno insieme ai suoi compagni, soprattutto con molta meno rapidità esecutiva.

VERSIONE POTENZIATA – Hakimi invece è una versione di D’Ambrosio coi superpoteri. Il marocchino è più veloce e più tecnico e si esalta sia negli spazi che negli scambi corti. Può interpretare il ruolo nello stesso modo, ma con molta più qualità sia palla al piede che in uno contro uno, moltiplicando così le opzioni di tutta la squadra sulla fascia. Col Siviglia, ad esempio, D’Ambrosio ha sofferto moltissimo le marcature degli spagnoli e i raddoppi sulla fascia. Hakimi può tranquillamente superare questi problemi, se serve mettendosi in proprio, sfruttando dribbling e rapidità. E negli spazi, sia se salta l’uomo che sui tagli, con la sua velocità diventa imprendibile. Conte tutto questo lo sa bene. Anche perché la doppietta rifilata dal marocchino proprio alla sua Inter a Dortmund esemplifica molto. Ed è già pronto a sfruttarlo.

 




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