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Il rientro di Vecino getta ulteriori ombre sulla fiducia in Sensi

Vecino in Torino-Inter ha finalmente iniziato la sua stagione. Pochi minuti, ma il ritorno in campo è un segnale per un altro lungodegente nerazzurro. Parliamo di Sensi.

RITORNO IN CAMPO – Vecino è tornato a giocare con la maglia dell’Inter. E questa notizia l’abbiamo analizzata QUI. C’è però un altro lato della medaglia. Da non sottovalutare. L’uruguaiano infatti non solo è tornato a giocare, ma lo ha fatto prima di Sensi. E questa è una scelta specifica di Conte. Che ha dei significati precisi. Poco piacevoli per il numero dodici.

CHI L’HA VISTO? – Tutti nel mondo Inter vivono nell’attesa di Sensi da ormai un anno e mezzo. A inizio stagione c’erano delle legittime speranze di rivederlo in campo. Deluse totalmente nel corso della stagione. Con un evento che assomiglia tanto a un punto di non ritorno. Parliamo di Fiorentina-Inter di Coppa Italia. Il numero dodici doveva giocare titolare, ma un affaticamento nel riscaldamento ha cambiato tutto. Da quel momento ha giocato precisamente 59 minuti, di cui 29 in Coppa Italia nelle due sfide contro la Juventus. In Serie A siamo a sette panchine consecutive da Inter-Benevento. Una scomparsa, o qualcosa di simile. Con in mezzo ovviamente un altro problema muscolare.

GERARCHIE CAMBIATE – Vecino invece è tornato. Ci ha messo il suo tempo. C’è stata molta calma forse precauzionale. Ma Conte lo ha mandato in campo. Prima di Sensi, sostanzialmente. Un segnale di come il tecnico preferisca dare fiducia all’uruguaiano praticamente da zero piuttosto che riprovarci con l’italiano. Niente di positivo per l’ex Sassuolo. Che oltre al recupero fisico dovrà anche recuperare la fiducia del suo allenatore.

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