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Il paradosso dell’Inter di Inzaghi: è campione, ma parte fuori dai radar

L’Inter di Inzaghi vive in partenza un paradosso. Che deriva dalla distanza tra i risultati recenti e la considerazione attuale.

PARADOSSO INZAGHI – L’Inter di Inzaghi ha appena iniziato la sua pre-stagione. Ma vive già un paradosso. Fateci caso. Nessuno considera i nerazzurri un top team. Troppo forte l’aria di ridimensionamento. Soprattutto dopo la cessione ufficile di Hakimi. I nerazzurri sono stati come risucchiati dal centro classifica. Complice anche l’entusiasmo delle altre piazze. Lazio, Roma e Juventus si godono le rispettive lune di miele coi nuovi allenatori. L’Atalanta sta sempre lì, con in più una bella iniezione di entusiasmo dagli Europei. E pure il Milan malgrado i giocatori persi a zero. Dell’Inter non parla nessuno. Se non in negativo.

CAMPIONI SENZA CONSIDERAZIONE – Il paradosso sta nel fatto che l’Inter è campione d’Italia in carica. E nella stagione prima era arrivata seconda. Ok, non c’è più Conte. Non c’è più Hakimi. Ma lo status è da primissimi posti in classifica. Come lo era quello della Juventus di Pirlo un anno fa, per dire. Che nessuno discuteva, malgrado delle criticità evidenti. L’Inter invece è semplicemente sparita. Soprattutto nella considerazione dei suoi stessi tifosi. Una situazione paradossale che può rivelarsi un piccolo vantaggio per Inzaghi.

VANTAGGIO INIZIALE – Il nuovo tecnico infatti eredita la squadra campione d’Italia. Senza però la pressione che ne consegue. Allo stato attuale Inzaghi può allenare senza ossessioni esterne. Senza paragoni scomodi. Persino con troppi alibi. Con aspettative calmierate se non del tutto assenti. Una situazione impensabile all’Inter. Che sia chiaro, durerà fino ad agosto come tempo massimo. Ma intanto permette un inizio sereno.

 

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