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Icardi “vince” il titolo con il PSG, ma l’esempio francese è il più pericoloso

Nelle ultime ore c’è un interista che vince. Il paradosso è di quelli clamorosi, meglio non andare oltre. Il futuro di Icardi è più incerto di quello della Serie A, ma intanto la Ligue 1 gli ha regalato il suo primo titolo in carriera. L’annuncio del PSG campione di Francia, però, è una provocazione da cui il resto d’Europa deve dissociarsi al più presto

ICARDI CAMPIONE – Da oggi pomeriggio Mauro Icardi è ufficialmente campione di Francia. L’attaccante argentino in prestito dall’Inter può “festeggiare” il suo primo trofeo in carriera. Ciò è stato reso possibile dalla folle decisione francese, che ha definito terminata la Ligue 1 (vedi articolo) causa Coronavirus. Nessuna possibilità di ripresa, classifica congelata ed esiti inconfutabili. Per un PSG che vince il campionato come da previsione di inizio stagionale, c’è chi retrocede senza possibilità di lottare sul campo e chi deve rinunciare alle competizioni UEFA. La stagione di Icardi termina con 12 gol in Ligue 1, mentre il conteggio stagionale – in attesa della ripartenza delle coppe – è di 20. Non male per un giocatore fatto firmare all’ultimo minuto disponibile, praticamente fuori tempo massimo. E chissà se questo bottino gli varrà la conferma. L’Inter ci spera. Ci sono almeno 70 milioni di euro in ballo, crisi economico-sportiva permettendo.

ESEMPIO SBAGLIATO – La decisione presa in Francia avrà ripercussioni non solo più economiche, ma anche e soprattutto legali. La stagione dal campo si trasferirà in tribunale. Niente di più grave in una situazione critica come questa. Ipotizzando uno scenario simile anche in Serie A, tralasciando la “solita” Juventus campione d’Italia (Lazio permettendo…), andrebbe scelta quale classifica considerare. Perché Juventus-Inter non sarebbe mai esistita senza Inter-Sampdoria (mai giocata), pertanto si dovrebbe tornare alla classifica della 24ª giornata, curiosamente quella di Lazio-Inter. E nelle competizioni UEFA ci sarebbero squadre diverse rispetto a quelle della classifica “attuale”. Ecco perché bisogna ripartire anziché cancellare tutto. Magari non in “normalità”, ma permettendo a tutte le squadre coinvolte di giocarsi le ultime carte con play-off e play-out. Sia per lo Scudetto e le competizioni europee sia per evitare la retrocessione in Serie B. Guai a imitare la Ligue 1.

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