Icardi e Lautaro Martinez faranno mai coppia nell’Inter di Spalletti? I motivi

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14 ottobre 2018, 08:45
Icardi Lautaro Martinez

Un tema di argomento nato già in estate e sempre più insistente: nell’Inter di Luciano Spalletti ci sarà mai spazio per un attacco a due punte con Mauro Icardi e Lautaro Martinez? La risposta è più articolata di quanto si pensi.

DOMANDA COSTANTE – Qualunque tifoso dell’Inter negli ultimi mesi lo ha pensato. Probabilmente più volte. Quanto sarebbe bello vedere in coppia Mauro Icardi e Lautaro Martinez? E anche se sopita, la tematica riemerge costantemente a partite alterne. La motivazione è semplice: con due punte l’Inter dà una forte impressione di essere più pericolosa in attacco, meno prevedibile, più difficile da leggere per le difese avversarie. Ma Luciano Spalletti cosa ne pensa? Perché le scelte, alla fine, le fa lui senza nessun consulto pubblico tra i tifosi. Dato che sul lavoro di Icardi non ci sono discussioni, concentriamoci sull’altra metà della coppia.

MALE LA PRIMA – Premessa: Lautaro Martinez e Icardi hanno giocato in coppia in Sassuolo-Inter, prima giornata di campionato. Ed è andata male. Aggrapparsi a quella prestazione però è poco più che una scusa: tutta la squadra non ha funzionato. Tra condizione fisica precaria, episodi sfavorevoli, confusione tattica e un Sassuolo ben organizzato che magari non si conosceva ancora abbastanza bene, l’Inter ha perso. Soprattutto il giovane numero 10 ha pagato lo scotto, ricevendo una bocciatura chiara. Che però non nasce solo da colpe sue, quindi merita diverse attenuanti. In particolare quella del ruolo: Spalletti non gli ha fatto fare né la prima né la seconda punta, ma un ruolo ibrido che prevedeva sì presenza in area unito a tanto lavoro di raccordo col centrocampo.

NEL RACING – Ricordiamo che il Toro è un classe 1997 arrivato in Europa giusto in tempo per il ritiro estivo dell’Inter. In patria giocava insieme a un’altra punta. Parliamo di Lisandro Lopez, solo omonimo dell’ex difensore nerazzurro, una punta verissima cresciuta nel Racing Club de Avellaneda, passata anche per Porto e Lione. Con lui, referente della squadra per curriculum, il giovane si alternava nei compiti, ora facendo da riferimento quando Lisandro Lopez si abbassava o allargava, ora abbassandosi per giocare palla lasciando l’area al più esperto compagno. Lautaro Martinez insomma ha ampiamente dimostrato di saper convivere con altri attaccanti, sia con compiti da prima che da seconda punta.

NEL MODULO CLASSICO – Ampliando quindi l’ottica, vediamo come si collocano le due punte nel calcio del toscano. Per dirla in breve: male, abbastanza male. Nel 4-2-3-1 infatti Spalletti sfrutta una sola punta in zona centrale, preferendo far agire alle sue spalle un centrocampista con corsa e inserimenti. Per sfruttare gli spazi, ma anche per aiutare i mediani. Giocatori offensivi più vicini all’archetipo della punta al massimo vengono ricollocati sugli esterni, con compiti chiaramente diversi. Questo ruolo non è nelle corde di Lautaro Martinez, almeno non ancora: esempi di altri argentini simili fisicamente e tecnicamente a lui come Carlos Tévez e Sergio Agüero suggeriscono che magari potrebbe imparare. Ma serve lavoro e tempo.

NEL MODULO IBRIDO – Qualcosa di simile alla seconda punta classicamente intesa si è vista nel modulo che il tecnico ha varato nell’ultimo anno a Roma e nella seconda parte della prima stagione a Milano. Con la difesa a tre e mezzo infatti l’attacco idealmente presenta una prima punta, un incursore e un terzo elemento che giochi insieme a loro e si faccia trovare pronto a tagliare in area (cosa che non a caso Spalletti ha chiesto a più riprese a Ivan Perisic). In pratica una seconda punta, con giusto qualche accorgimento nei movimenti in fase di non possesso. Qui Lautaro Martinez potrebbe inserirsi nel calcio di Spalletti, ma al momento il tecnico ha sospeso ogni modulo ibrido per dare sicurezza alla squadra.

ALTERNATIVI, PER ORA – Al momento quindi, a sensazione di chi scrive, la coppia Icardi-Lautaro Martinez è destinata a rimanere un’opzione per certi momenti. I due si alterneranno a seconda delle necessità e già questo è importante per gestire le forze in una stagione con la Champions League. Più avanti chissà. Ma chiederlo a Spalletti ogni settimana non ha molto senso.

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