Gagliardini nell’Inter fa quello che gli altri non fanno per Conte. Ed è già +8

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3 Dicembre 2020, 09:53
Roberto Gagliardini Roberto Gagliardini
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Gagliardini è uno dei fedelissimi di Conte marchiato dallo status di “contiano” per via della sua titolarità a discapito di centrocampisti di maggiore classe. Ma è proprio questo l’errore della critica, che non coglie le sfumature di questa Inter (“operaia” fino a un certo punto)

ELEMENTO DIFENSIVO – La normalità di Roberto Gagliardini è una di quelle cose che non spiccano quando si osserva una partita di calcio. Soprattutto se non si è così ferrati sull’argomento. Argomento che Antonio Conte, da ex centrocampista e oggi allenatore, conosce meglio di tutti gli altri. Nonostante tutte le critiche piovute sul classe ’94 scuola Atalanta, il tecnico dell’Inter continua a dargli fiducia. E in questo modo sta ottenendo risultati dal punto di vista individuale e di squadra. La titolarità di Gagliardini verrà rimessa in discussione quando Conte avrà il reparto al completo, ma adesso anche Arturo Vidal dovrà dimostrare di essere utile alla causa facendo bene nel suo ruolo. Magari ottimizzando le giocate con un pizzico di esperienza e qualità in più. Perché quello che il numero 5 fa a centrocampo non è in ballottaggio con i centrocampisti più offensivi (Christian Eriksen e Stefano Sensi), bensì con quelli chiamati a garantire la doppia fase di gioco. Da settimane va avanti il motivetto dell’Inter “senza equilibrio”, ma nessuno si è impegnato a capire qual è l’apporto mancante. Di certo Gagliardini è un elemento di equilibrio, per completezza e quantità, in mezzo a centrocampisti più forti e belli da vedere. Non può essere un problema, oggi.

NUMERI A FAVORE – Nel 3-4-1-2 Gagliardini è il mediano imprescindibile per fisicità e ordine, ma è nel 3-5-2 che dà il meglio di sé agendo da mezzala. Un gol e un assist a Benevento, un gol a Reggio Emilia e un assist a Monchengladbach. Fantacalcisticamente parlando, il bottino offensivo è dà +8. Gagliardini da mezzala sa quando sganciarsi per portarsi a ridosso dell’area di rigore, dove può essere determinante tanto di piede (non sempre…) quanto di testa. Ma sa anche quando bloccarsi in copertura, permettendo ai compagni di salire. Non è il centrocampista perfetto, anzi, l’Inter il salto di qualità potrà farlo proprio investendo in un suo upgrade. Ma se Conte chiede di fare qualcosa, nessuno lo fa con la disciplina di Gagliardini. Basti pensare che in Germania ha servito l’assist per Matteo Darmian trovandosi sul centro-destra pur partendo da mezzala sinistra. Il sapersi interscambiare con il complementare (Nicolò Barella) intorno al perno (Marcelo Brozovic), come evidenziato a fine partita (vedi analisi tattica di Borussia Monchengladbach-Inter), è un dettaglio da non trascurare. Agli altri manca l’umiltà di mettersi a completa disposizione.




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