Ex di Lecce-Inter, il rimpianto di Donati. Conte scaccia l’emozione

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19 Gennaio 2020, 12:00
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Flashback da Lecce-Inter, partita che vale tantissimo per entrambe le formazioni. I nerazzurri di Antonio Conte vogliono mettere pressione alla Juventus, che sarà di scena all’Allianz Stadium contro il Parma. Il Lecce, invece, ha bisogno di punti ossigeno per allontanarsi dalla zona calda. Per il tecnico della Beneamata sarà una partita speciale: nato e cresciuto a Lecce, dove conserva ovviamente legami familiari. Qui Conte ha mosso i suoi primi passi da calciatore. Una crescita che lo ha portato a vestire la maglia della Juventus diventandone poi allenatore. Il resto della storia la conosciamo tutti. L’altro ex di turno è Giulio Donati, terzino destro con un passato nel settore giovanile nerazzurro e un lungo curriculum in giro per l’Europa. 

LECCE-INTER A MAGLIE INVERTITE

SGUARDO AL PASSATO – La trasferta in Salento ha un profumo particolare per Antonio Conte. Cresciuto nel settore giovanile del Lecce e lanciato in Serie A proprio dal club giallorosso. La scalata verso la gloria e il successo, da calciatore e da allenatore, parte proprio da qui. L’ha detto anche lui in conferenza stampa (QUI le sue parole per esteso), ma Conte difficilmente si lascerà sovrastare dalle emozioni. C’è un’Inter che ha estremo bisogno di tornare a rullare, mettendo pressione a chi sta davanti. Una lacrima in più, o in meno, potrebbe fare la differenza talvolta. Non possiamo dimenticare anche l’altro ex di questa partita: quel Giulio Donati che una chance, in nerazzurro, forse l’avrebbe meritata.

EX LECCE NELL’INTER (1)

CONTE – Forgiato nel carattere e nel culto del sacrificio da una terra splendida. Il Salento ammalia e respinge, ti avvolge e si fa desiderare. Il tecnico nerazzurro, forse, sarebbe volentieri tornato indietro in un altro momento. Avrebbe voluto lasciare più spazio al suo lato emotivo, quello che confina col passionale e dal quale è perennemente sovrastato. Antonio Conte avrebbe preferito tornare a Lecce in un altro momento, perché il luogo dove tutto ha avuto inizio merita un cuore libero. E invece l’ex tecnico della Juventus è carico di preoccupazioni, pensieri, ansie e desideri. Con la maglia dei salentini ha esordito in Serie A giovanissimo (a 16 anni e qualche mese), ha rischiato di giocarsi la carriera (per colpa di un brutto infortunio alla tibia), ma si è soprattutto tolto la soddisfazione di segnare la prima rete da professionista al San Paolo di Napoli, da ragazzotto mezzo sconosciuto. All’alba degli anni ’90 passa alla Juventus e da lì il suo destino cambia. A Torino vincerà di tutto, sia da calciatore che da allenatore. Conoscerà l’amore della sua vita (Elisabetta) e coronerà il sogno di portare in trionfo la squadra di cui è stato capitano. Ma poi tutto cambia nel giro di qualche anno, e Antonio Conte tornerà a Lecce coi colori di un’altra maglia, che sembra averne già sedotto le voglie passionali. Quello di Antonio Conte a Lecce è il ritorno a casa del figliol prodigo. Un pellegrinaggio al contrario in cui il viaggiatore, stavolta, non avrà neanche il tempo per un breve segno della croce.

Presenze nel Lecce da calciatore: 92; Gol: 2

EX INTER NEL LECCE (1)

DONATI – Sulla corsia destra dell’Inter, esiste un prima e un dopo Douglas Sisenando Maicon. Il terzino brasiliano ha tracciato un solco profondo nella memoria del club nerazzurro, rendendo imbarazzante qualunque paragone e pesante la ricezione dell’eredità. Giulio Donati ha esordito in nerazzurro proprio nell’anno di grazia del profeta brasiliano. Era il 16 dicembre 2009, ottavi di finale di Coppa Italia contro il Livorno. Il terzino classe 1990 viene impiegato da titolare da José Mourinho. Non si dica che lo Special One non lavori coi giovani, poiché nel cammino verso quella coppa c’è anche lo zampino di Donati. Dopo il declino di Maicon, molto lento a dir la verità (considerando la seconda giovinezza in giallorosso), quella fascia destra è rimasta senza padrone. E allora il rimpianto, per questo solido ragazzo originario di Pietrasanta, diventa più consistente, poichè uno spiraglio poteva aprirsi. Soprattutto nel momento in cui era all’apice della sua carriera (estate del 2013, quando giocò da protagonista l’Europeo Under 21, perso in finale con la Spagna in Israele). La storia d’amore tra Maicon e il nerazzurro stava per finire, e quella corsia sarebbe poco a poco tornata a sanguinare. Donati non sarebbe stata la soluzione ai problemi storici dell’Inter, ma il rimpianto per aver vestito il nerazzurro soltanto di sfuggita è ancora vivo e vegeto nella sua testa.

Presenze nell’Inter: 1; Gol: 0




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