Ex di Lazio-Inter: de Vrij “traditore”, Candreva sognatore a occhi aperti

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15 Febbraio 2020, 11:22
De Vrij Icardi
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Lazio-Inter, in programma domenica ore 20.45, è una sfida spartiacque lungo la strada che porta allo scudetto. Juventus spettatrice interessata. Noi, nel frattempo, portiamo indietro le lancette di qualche anno, quando de Vrij fu accusato di tradimento e Candreva aveva assunto le sembianze di un dribblomane sudamericano. Una manciata di presenze, in biancoceleste, anche per Berni, al rientro dalla squalifica dopo i veleni del pareggio col Cagliari. Tra gli ex anche Handanovic

LAZIO-INTER A MAGLIE INVERTITE

ANCORA TU? – Chi l’avrebbe mai detto che una sfida così, nel mezzo di febbraio, avrebbe assunto tale peso specifico in ottica scudetto. Se, da un lato, le aspettative sull’Inter di Antonio Conte erano già importanti in estate, lo stesso non si può dire della Lazio di Simone Inzaghi. I biancocelesti hanno rovesciato i rapporti di forza con formazioni più quotate per il rush finale (come il Napoli), occupando gli interstizi di una rivalità consumata tra la creatura di Conte e la sua ex squadra. La sfida d’andata, d’altronde, è passata piuttosto in sordina: la rete di Danilo D’Ambrosio, su assist millimetrico di Cristiano Biraghi, aveva spezzato le pretese di una Lazio ancora in cerca d’identità e consistenza. Da quel freddo mercoledì di settembre, le cose sono cambiate parecchio. Lazio-Inter si candida come antipasto al succulento Juventus-Inter del 1° marzo. La risultante di questo doppio incrocio fornirà un quadro più completo delle rispettive ambizioni scudetto. Il match dell’Olimpico rappresenta inoltre un emozionante ritorno al passato per almeno quattro interisti. Stefan de Vrij e Antonio Candreva probabilmente riceveranno accoglienze diverse, a meno che la Curva Nord non decida di adottare il medesimo approccio. I due hanno lasciato la capitale con uno strascico opposto e per questo motivo sono destinati a sentire la partita in maniera diversa. Solo ex biancocelesti, nessuno nerazzurro.

EX LAZIO NELL’INTER (4)

DE VRIJ – Fa sorridere che abbia assunto le sembianze di un personaggio della discordia. La colpa, ad esser franchi, è di un’Inter strategicamente perfetta in quel contesto. La dirigenza nerazzurra fa sapere di aver deposito in Lega il contratto del difensore olandese, che a fine stagione lascerà i biancocelesti. L’accordo è stato raggiunto da tempo, ma Piero Ausilio e soci hanno atteso il momento proficuo. La sfida del 20 maggio, tra Lazio e Inter, vale una stagione e forse anche qualcosa in più. Difficile pensare che l’Inter abbia appositamente deciso di rendere nota la questione, anche perché l’ultima parola (sull’impiego di de Vrij) sarebbe spettata comunque a Inzaghi. A quel tempo l’ex Feyenoord era un totem della retroguardia di una Lazio che, col senno di poi, avrebbe meritato la Champions League, essendo in un momento decisamente migliore rispetto all’Inter. Proprio lo stesso de Vrij, che scoppiò in lacrime dopo quel Lazio-Inter ma ha di certo superato la delusione a cuor leggero, falciò Mauro Icardi in piena area di rigore. Il penalty diede slancio alle speranze di rimonta interista, concretizzate puntualmente da Matias Vecino. Dall’addio turbolento dell’olandese è venuta su una narrativa deleteria rispetto a quanto costruito da de Vrij in quattro anni di Lazio, di cui uno speso ai box per un problema al ginocchio. Il passaggio in nerazzurro segna l’upgrade definitivo per il centrale, che in Italia ha imparato a mantenere il contatto con l’uomo, continuando a migliorare le pulite doti di gestione e impostazione. Non è un caso, infatti, che sia riuscito a conquistare le prime pagine di tutti i quotidiani  proprio dopo un gol straordinario nel derby di domenica scorsa. Le sue quotazioni si sono impennate al termine di un percorso di crescita personale che parte da lontano, e che ad inizio stagione sembrava destinato a defilarsi dietro profili più “mediatici” come Milan Skriniar e Diego Godin.

Presenze con la Lazio: 118; Gol: 10

CANDREVA – L’ombra del Candreva laziale aleggia ancora sul calciatore che è oggi. Un ragazzo romano che si appresta a scollinare le 32 primavere, e che sembra aver già vissuto almeno un paio di vite da professionista. Il cambio spasmodico di casacche ne ha probabilmente fiaccato le doti creative, rendendolo fin troppo prevedibile. Candreva, alla fine del maggio scorso, sembrava un calciatore esausto, a cui soltanto un maestro dello spessore di Conte avrebbe potuto ridare credibilità. Quasi dieci mesi dopo, Candreva ha ripreso fiducia in se stesso, mantenendo il posto da titolare anche dopo l’arrivo di un fedelissimo come Victor Moses. Riavvolgendo il nastro, l’esperienza nella capitale ci ha fornito la versione migliore del calciatore che oggi conosciamo come pendolino infaticabile. Per tre stagioni di fila, Candreva ha toccato quota dieci marcature in Serie A, facendo registrare una clamorosa ‘doppia doppia’ nel 2014/15, e sfiorandola di un pelo durante l’annata precedente. Il culmine di creatività, fantasia e incisività lo raggiunge evidentemente con Stefano Pioli in panchina (l’anno dei 10 gol e 13 assist, ndr). Il 4-2-3-1 iperoffensivo, con Felipe Anderson sulla corsia opposta, spinge quella Lazio ai limiti del preliminare di Champions League, perso malamente contro il Bayer Leverkusen (dopo la vittoria all’Olimpico con gol di Keita Baldé, ndr). Quell’ologramma, durato tre stagioni, ha fuorviato l’evoluzione di un Candreva che, per tutto il resto della sua carriera, è stato abituato a rendere diversamente. In nerazzurro, infatti, fatica tantissimo nel trovare la via della rete, pur mantenendosi oltre i dieci assist già al primo impatto (annata 2016/17, con Frank de Boer inizialmente in panchina). Il risultato è un calciatore riciclato e usurato dai chilometri percorsi, nell’arco di una carriera dilatata nello spazio e nel tempo. Candreva è stato costretto a reinventare se stesso, puntando sulla fiducia di un allenatore tanto amato da questo tipo di calciatori. Oggi l’Inter si ritrova un elemento affidabile ed efficace, il cui destino sembra strettamente legato all’ennesimo contesto peculiare della sua interminabile vita calcistica.

Presenze con la Lazio: 192; Gol: 45

BERNIPresenze con la Lazio: 9; Gol subiti: 7

HANDANOVIC – Presenze con la Lazio: 1; Gol subiti: 0


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