Ex di Inter-Atalanta, Gasperini tra rimpianto e rancore. Bastoni la sorpresa

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11 Gennaio 2020, 17:06
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Flashback da Inter-Atalanta, in attesa di una sfida che si preannuncia ricchissima di spunti. Gian Piero Gasperini è il grande ex, ma anche Alessandro Bastoni e Roberto Gagliardini devono molto al loro trascorso bergamasco. Antonio Conte dovrebbe schierarli entrambi dal primo minuto, confidando nella loro lucidità e freddezza emotiva. L’ex tecnico del Genoa, invece, è ancora alla ricerca di una vendetta apparentemente incolmabile. 

INTER-ATALANTA A MAGLIE INVERTITE

INCROCI NOSTALGICI – Il miglior attacco contro la miglior difesa. Inter-Atalanta è la sfida tra due filosofie tattiche tangenti, ma divinamente peculiari. Antonio Conte ha costruito una squadra capace di attirare le difese avversarie col palleggio basso, per poi risalire il campo cercando rapidamente le punte. Gian Piero Gasperini predica l’uomo contro uomo a tutto campo e ha costruito una squadra (e una mentalità) totale e totalizzante. Questa sera si affrontano soprattutto due concetti di calcio apparentemente simili, ma gli incroci emotivi da una parte e dall’altra non mancheranno. Il tecnico della Dea non ha ancora placato la sua sete di vendetta contro i nerazzurri: quel passato ha lasciato una macchia indelebile nella sua carriera. Alessandro Bastoni e Roberto Gagliardini non dovranno guardarsi indietro, ma affrontare con lucidità e sfrontatezza una partita chiave per continuare ad inseguire il sogno scudetto.

EX ATALANTA NELL’INTER (2)

BASTONI – Antonio Conte, con molta probabilità, era l’unico a crederci per davvero, quando in estate ha deciso di tenersi stretto questo ragazzo. Cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, passato all’Inter nell’agosto del 2017 per una cifra spropositata e poi rientrato alla base dopo un anno di prestito formativo al Parma. Ciò che colpisce del classe ’99 è la consapevolezza dei suoi mezzi, oltre alla capacità di restare freddo nei momenti più delicati. Il tecnico leccese ha trovato una risorsa preziosa in questo ragazzotto di piede mancino. Il dualismo con Diego Godin potrebbe bastare a spiegarne l’upgrade repentino nel girone d’andata. Ma forse, non basterebbe neanche a rendere giustizia ad un giovane in rampa di lancio, che ha soltanto voglia di convivere con la propria crescita quotidiana. Le affinità tattiche e teoretiche, tra Conte e Gasperini, probabilmente hanno aiutato il ragazzo ad integrarsi, ma bisogna ringraziare anche i ducali che ne hanno accompagnato lo svezzamento. La cosa principale è che l’Inter sembra aver trovato una vera pepita d’oro.

Presenze con l’Atalanta: 9; Gol: 0

GAGLIARDINI – Uno dei primi elementi lustrati da Gasperini e poi rivenduti a peso d’oro. Anche lui prodotto dell’academy bergamasca, dopo un bivacco tra Vicenza e Spezia ha trovato il modo di esplodere in un contesto tattico completamente rinnovato, come quello orobico dopo l’avvento dell’ex tecnico del Genoa. Giunge all’Inter in un momento particolare, appesantito da una cifra importante da portare sulle spalle. I primi mesi sono da leader assoluto, in un contesto tattico fertile come quello del primo Stefano Pioli nerazzurro e della lunga striscia di vittorie. Si toglie anche lo sfizio di punire la sua ex squadra nel celeberrimo 7-1 di San Siro del 12 marzo 2017. Poi un lento saliscendi di prestazioni, che hanno rivelato gradualmente tutti i suoi limiti. Grazie ad Antonio Conte sembra tornato su livelli accettabili, nonostante i numerosi acciacchi fisici. Ma l’impressione è che, nell’Inter del futuro, difficilmente ci sarà spazio per lui.

Presenze con l’Atalanta: 16; Gol: 0

CONTE – Una parentesi nerazzurra, per il tecnico leccese, nell’anno in cui l’Inter di José Mourinho faceva tremare l’Europa. Quattordici partite sulla panchina bergamasca, condite da soli tre successi. Un’esperienza dura, ma assolutamente formativa prima del passaggio al Siena, preludio al miracolo juventino delle stagioni successive. Prima di essere esonerato, Conte pareggiò con l’Inter a Bergamo, per 1-1, grazie ad una rete di Simone Tiribocchi, che pareggiò il vantaggio iniziale di Diego Milito. Poi la sconfitta interna contro il Napoli (0-2) e l’esonero in favore di  Valter Bonacina prima e Bortolo Mutti poi, Una stagione difficile, culminata con l’onta della retrocessione in Serie B per la Dea. Una palestra formativa che un giovane e rampante Antonio Conte ha scolpito nel proprio orgoglio, come memoria di battaglie perse e bisognose di rivincita.

Partite con l’Atalanta: 14; Vittorie: 3; Pareggi: 4; Sconfitte: 7;

EX INTER NELL’ATALANTA (1)

GASPERINI – A cavallo tra il rimpianto e la vendetta, il passato interista di Gian Piero Gasperini è legato ad una profonda sconfitta personale. La sensazione è che quella ferita sia praticamente incolmabile per il tecnico, che vaga ancora tra gli incubi di quei pochi mesi. La prima esperienza con una grande squadra, il salto di qualità della sua carriera e le svariate speranze professionali. Tutto svanito nell’arco di cinque partite ufficiali, tra il freddo di Novara e l’onta della sconfitta interna col Trabzonspor in Champions League. L’esperienza ‘gasperiniana’ in nerazzurro è stata troppo brutta per essere raccontata o ricordata. Le ceneri del post Rafa Benitez e Leonardo, un mercato gestito senza criterio e la sensazione di essersi lanciati in un matrimonio avventato. Gasperini e l’Inter sono come gli amanti di una scappatella extraconiugale: un’eccezione da non ricordare, da tenere nascosta per un bene più grande. La carriera del tecnico ha poi trovato il modo di rilanciarsi concedendogli anche numerose soddisfazioni personali. Ma non parlategli di Inter, di post triplete e di come spiegare la difesa a tre a chi, solo qualche anno dopo, ne sta facendo un clamoroso mantra.

Partite con l’Inter: 5; Vittorie: 0; Pareggi: 1; Sconfitte: 4;




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