Eto’o esempio perfetto di Lukaku per far sua l’Inter. Stessa missione (im)possibile

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7 Settembre 2019, 21:06
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Cosa lega Eto’o e Lukaku? Un filo comune che parte dall’Everton via Chelsea e arriva all’Inter, certo. Ma anche un filo che unisce la storia di due eredità, quella vincente di Ibrahimovic e quella meno vincente di Icardi

LA LEZIONE DI ETO’O – La notizia del giorno è senza alcun dubbio l’annuncio del ritiro dal calcio giocato da parte di Samuel Eto’o, attaccante camerunese classe ’81 che ha fatto la storia del calcio. Nella memoria dei tifosi dell’Inter Eto’o è colui che ha reso possibile quello che sembrava impossibile: ereditare la pesante maglia numero 9 di Julio Cruz per sostituire la stella Zlatan Ibrahimovic, permettendo quindi il celebre scambio con il Barcellona. Un’impresa impossibile fare quanto promesso: arrivare a Milano per riportare in bacheca la Champions League, unico fallimento ripetuto della carriera di Ibrahimovic. E invece il camerunese l’ha reso possibile, prima di subito. Per farlo Eto’o ha segnato di meno, molto meno rispetto allo svedese, ma mettendosi a totale disposizione dei compagni per raggiungere l’obiettivo collettivo. La squadra prima del singolo. Una lezione firmata Eto’o di cui Ibrahimovic, a distanza di anni, ancora non riesce a rendersi conto. Purtroppo. Questione di ego spropositato…

LA MISSIONE DI LUKAKU – Chi ha buona memoria ricorderà un passaggio storico, quello che nell’estate 2014 portò Eto’o a indossare la maglia numero 5 dell’Everton, la cui numero 10 era indossata da Romelu Lukaku, attaccante belga classe ’93 che oggi può solo sperare di emulare la stella camerunese. Una storia già vista, forse. Entrambi giunti a Liverpool via Chelsea, il più giovane a titolo definitivo dopo il primo anno di prestito e il più esperto a parametro zero essendo rimasto svincolato. Una parentesi non di certo indimenticabile quella dell’Everton eh. La missione (im)possibile di Lukaku è quella attuale all’Inter, dove il belga è giunto per sostituire il coetaneo Mauro Icardi. Eredità pesantissima nonostante gli ultimi strascichi. Per i più superficiali c’è da sostituire 124 gol (122 dopo le prime due partite…), per i più attenti sembra rivivere lo stesso passaggio da Ibrahimovic a Eto’o: a Lukaku si chiedono meno gol di Icardi, ma più gioco di squadra per raggiungere l’obiettivo collettivo. Che stavolta in teoria non è la Champions. Si può iniziare da step più bassi, essendo la bacheca nerazzurra di Icardi vuota…




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