Ecco come Hakimi può diventare un grimaldello fondamentale per Conte

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21 Settembre 2020, 20:02
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Anche nell’ultima amichevole precampionato, Achraf Hakimi ha confermato tutto il potenziale per cui l’Inter lo ha preso. Ecco come Antonio Conte può trasformare l’esterno marocchino in un vero e proprio regista laterale, per scardinare le difese avversarie.

SPUNTO – Le qualità di Achraf Hakimi sono note, così come i motivi per cui Antonio Conte lo ha voluto all’Inter. Le corsie laterali sono una zona nevralgica nel calcio che ha in mente l’allenatore; e l’esterno ex Borussia Dortmund è un upgrade dall’effetto potenzialmente dirompente. E la prima qualità che risalta osservando il suo disimpegno in fascia è la velocità. Basti osservare le lunghe falcate con cui marca il territorio sull’esterno. Ma Conte non vuole solo un centometrista, dal 22enne si aspetta di più. E Hakimi dovrà diventare a tutti gli effetti un regista di fascia, oltre che una delle prime tre opzioni offensive dell’Inter. E proprio su questo sta lavorando l’allenatore.

COLTELLINOAllargare le maglie avversarie è uno dei principali obiettivi di Conte nella costruzione della manovra. E per riuscirci serve un certo tipo di lavoro, che non può prescindere da movimenti costanti anche in fase di non possesso dei singoli giocatori. Infatti, troppo spesso nel finale di campionato della scorsa stagione abbiamo visto gli esterni rimanere bloccati, rallentando irrimediabilmente la manovra. Con Hakimi invece l’Inter sta impercettibilmente cambiando la fase di costruzione.

LARGO – Innanzitutto, e lo si vede anche negli highlights dell’amichevole col Pisa, Hakimi rimane volutamente largo, mentre i compagni (Nicolò Barella in primis) costruiscono gioco al centro. Una scelta che obbliga gli avversari a due soli comportamenti. Il primo è tenere il marcatore vicino all’esterno marocchino, aprendo irrimediabilmente le maglie in difesa; in questo modo si lascia spazio a eventuali incursioni, in area o direttamente sul secondo palo: lo si può vedere al minuto 5:10 del video. La seconda mossa chiave la si può osservare invece dal minuto 5:42: la difesa sceglie di pareggiare la densità al centro, Hakimi è libero di ricevere e crossare per il poker di Christian Eriksen. O in un senso, o nell’altro, Conte sta lavorando per rendere Hakimi l’elemento decisivo per mettere le difese avversarie in scacco matto.

EXTRA – E poi c’è l’opzione bonus, applicabile in fase di transizione. Ossia un passaggio filtrante negli spazi per sfruttare a pieno la capacità di corsa di Hakimi. Lo si può vedere dal minuto 6:41: Barella serve Hakimi sulla corsa, cross rasoterra sul secondo palo dove Lautaro Martinez insacca con estrema facilità. Movimenti ormai salvati nelle fibre muscolari di Hakimi, e che i compagni dovranno imparare a leggere e codificare sempre di più, sempre più velocemente.



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