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Dimarco e il rigore, ecco la tempesta perfetta di Inter-Atalanta

Vedere Dimarco sul dischetto in Inter-Atalanta ha stupito molti, forse tutti. Quell’evento è stato il risultato di una tempesta perfetta.

PROBLEMA INUSUALE – L’Inter cedendo Lukaku ha ceduto anche il suo primo rigorista. Primo e praticamente unico, se si escludono i rigori da lui concessi ai suoi compagni nel primo anno. Il grosso plus del belga non era solo il fatto di essere praticamente infallibile dal dischetto, ma anche di essere sempre presente o quasi. L’Inter insomma non si è praticamente mai trovata nelle condizioni di avere un rigore a favore senza il suo battitore principale in campo nei due anni di permanenza di Lukaku in nerazzurro. E in ogni caso in campo c’era sempre il secondo, vale a dire Lautaro Martinez. A poco dalla cessione del belga invece si è subito verificata una situazione problemantica. O meglio, la tempesta perfetta dei rigoristi.

LA TEMPESTA PERFETTA – Al minuto 86 di Inter-Atalanta gli uomini di Inzaghi si sono visti fischiare un rigore a favore. Il primo della stagione. E questo si è rivelato un problema. Infatti il primo battitore dell’Inter 2021-2022 è Lautaro Martinez. Su questo non ci sono dubbi. L’argentino come detto era già prima la seconda opzione e ora ha ereditato da Lukaku il ruolo di leader dell’attacco. Però con l’Atalanta è stato sostituito al minuto 81. Il secondo battitore a sentire l’allenatore è Calhanoglu, che in carriera ha già coperto il ruolo e ha un’ottima percentuale di realizzazione. Ma anche lui era stato sostituito al minuto 57. All’assegnazione del penalty dunque erano assenti sia la prima che la seconda opzione. Qualunque opzione successiva era praticamente alla pari. Dzeko in carriera ha sbagliato circa la metà dei rigori che ha battuto. Sanchez anche di più, compreso l’ultimo precedente con la Sampdoria. Si poteva parlare di Perisic (anche lui tiratore da 50%), o andare su Barella, Brozovic, persino Dumfries. Praticamente una conta che includeva tutti quelli in campo. Così si è arrivati alla condizione di far battere Dimarco, che aveva dalla sua il ruolo di rigorista nelle nazionali Under e con la giovanili dell’Inter. Un’opzione plausibile sulla carta, in una situazione in cui praticamente un nome valeva l’altro. L’unica vera determinante sarebbe stata quella del risultato finale.

 

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