Darmian e Kolarov si completano, ma uno dei due all’Inter è un doppione

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6 Settembre 2020, 00:17
Matteo Darmian Inter-Parma Matteo Darmian; Parma Calcio 1913; cartellino giallo during Inter vs Parma, Italian Soccer Serie A Men Championship in Milano, Italy, October 26 2019 – LPS/Fabrizio Carabelli
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Darmian e Kolarov stanno contando i giorni che li separano dall’approdo all’Inter. Sembra ormai tutto fatto con Parma e Roma per il trasferimento dei due jolly difensivi richiesti da Conte. Caratteristiche diverse, anche troppo. E uno dei due ha già un “modello” da seguire

KOLAROV – I prossimi due innesti dell’Inter arriveranno in difesa. Più precisamente sulle fasce. Dove è già arrivato il primo e finora unico colpo di mercato, Achraf Hakimi. Da questo discorso è escluso Arturo Vidal, atteso a Milano solo dopo aver risolto il contratto con il Barcellona. Tornando all’accoppiata difesa-fasce, i nomi sono noti: Matteo Darmian dal Parma e Aleksandar Kolarov dalla Roma. Inizialmente il ruolo del serbo sarà quello di fare spola sulla sinistra tra terzo ed esterno a tutta fascia, facendo rifiatare Alessandro Bastoni e Ashley Young. Poi chissà. Un esterno che fa della tecnica, della spinta e soprattutto dell’intelligenza tattica i suoi punti di forza non può che far comodo a questa rosa. Soprattutto se non farà mancare qualche bel gol da calcio di punizione.

DARMIAN – Diversa la posizione dell’italiano, che Antonio Conte ha già “battezzato” con la Nazionale Italiana. La sua importanza per allungare la rosa dell’Inter è già stata approfondita in tempi non sospetti mesi fa (vedi focus) e non è cambiato nulla. Anzi, l’ultima stagione in emergenza ha confermato la tesi. Terzo o quarto in difesa, quarto o quinto a centrocampo, sia a destra sia a sinistra. La descrizione di Darmian è identica a quella di Danilo D’Ambrosio, con cui ha già condiviso la maglia del Torino sia in coppia sia da alter ego. Due esterni più di contenimento che di spinta. Più difensori che centrocampisti. O meglio, più difendenti che attaccanti. Poca tecnica ma tanta sostanza, soprattutto nella confusione. Uno dei due sarà di troppo? Forse, ma non per Conte.


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