Dal Sassuolo al Parma: l’impatto dell’allarme terzini sull’avvio dell’Inter

Articolo di
15 settembre 2018, 23:15
Vrsaljko D'Ambrosio

La clamorosa sconfitta casalinga dell’Inter contro il Parma ha messo in risalto ancora una volta, tra le altre cose che ancora non funzionano, l’emergenza della batteria di terzini che, per ragioni diverse nell’arco delle 4 partite giocate, ha inciso negativamente sui risultati della squadra di Spalletti

UN REPARTO DI INSICUREZZE – Danilo D’Ambrosio e Dalbert contro il Sassuolo, Sime Vrsaljko e Kwadwo Asamoah con D’Ambrosio nei tre centrali contro il Torino, D’Ambrosio e Asamoah contro il Bologna, D’Ambrosio e Dalbert contro il Parma. Queste le coppie di terzini schierate da Luciano Spalletti nelle prime 4 giornate. Riepiloghiamo: alla prima giornata Dalbert viene sostituito all’intervallo dopo 45′ in evidente difficoltà, con Asamoah che da centrocampo scala in difesa. Alla seconda giornata il ghanese torna padrone della fascia ma viene rimpiazzato da Dalbert per un problema fisico mentre dalla parte opposta non convince la catena di destra con D’Ambrosio difensore aggiunto e Vrsaljko più avanzato. Alla terza giornata i terzini dell’Inter toccano una serie infinita di palloni in fase di impostazione senza mai riuscire a dare qualità all’inizio della manovra con passaggi elementari e arretrati, tant’è che solo dopo il gol di Radja Nainggolan la squadra gioca in scioltezza e chiude la partita.

CAOS CONTRO IL PARMA – Arriviamo alla quarta giornata in cui, a causa degli acciacchi di Vrsaljko e Asamoah, Spalletti ripropone la coppia di Reggio Emilia. Dalbert disputa una partita tutto sommato ordinata concedendosi qualche buona discesa sul fondo in combinazione con Ivan Perisic mentre D’Ambrosio rimane più bloccato come ormai da copione “spallettiano” per un 3-4-2-1 in fase di possesso che si trasforma in 4-2-3-1 in quella di non possesso. Il brasiliano però difetta di personalità e cala alla distanza, fin quando D’Ambrosio non esce per infortunio. Entra Asamoah che prima si posiziona a destra, fuori ruolo, poi si sposta a sinistra con Dalbert basso sulla linea dei centrali con Milan Skriniar che passa sul centro destra per un 3-4-2-1 vero e proprio. A quel punto l’Inter comincia a perdere un po’ di distanze tra i reparti e dopo pochi minuti subisce l’eurogol di Federico Dimarco che la fa spegnere fino al fischio finale. La beffa è atroce.

IL COLMO DAL VIVAIO – A rigirare il dito nella piaga (quella dei terzini) ci si mette anche la sorte beffarda: con un’Inter che si era meritata l’opportunità di andare in vantaggio dal dischetto per il netto fallo di mano di Dimarco, proprio quest’ultimo, prodotto del vivaio nerazzurro ai cui tempi era stato soprannominato “il piccolo David Alaba”, ha pescato il jolly del gol della vita che gela San Siro. Un’Inter che è ancora alla ricerca della quadra proprio a partire dai terzini, chiamati a non far rimpiangere quel Joao Cancelo, che tanto era stato utile per qualità tecniche al raggiungimento dell’obiettivo Champions League, dopo il suo mancato riscatto.

CONFUSIONE ED EMERGENZA – Certamente le responsabilità di questa partenza fortemente negativa dell’Inter, dovuta a una ancora scarsa qualità del gioco, non sono tutte attribuibili a un reparto fin qui martoriato da acchiacchi fisici e scelte un po’ confuse di Spalletti anche all’interno della stessa partita. Però è chiaro come quello dei terzini sia il reparto oggetto delle variazioni tattiche più evidenti di questo avvio. Con il Tottenham alle porte, la situazione attuale vede Dalbert fuori lista Champions, D’Ambrosio raggiungere Vrsaljko in infermeria e il solo Asamoah a disposizione: lecito attendersi il ritorno di Joao Miranda tra i titolari, con i tre centrali in campo tutti insieme. In definitiva, Spalletti dovrà essere bravo a ottenere il massimo dalla sua Inter per un immediato riscatto contro gli inglesi e molto probabilmente dovrà farlo con un solo terzino a disposizione su quattro. Come a dire: ritenta, sarai più fortunato.







ALTRE NOTIZIE