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Costruzione dal basso: Barcellona-Inter di Conte vs. Porto-Juventus di Pirlo

Costruzione dal basso di qua e costruzione dal basso di là. La polemica tutta italiana è presto che montata. Ormai sono mesi che va avanti questo teatrino e dopo Porto-Juventus ci sono nuovi adepti. Ma tutti hanno dimenticato Barcellona-Inter. E forse non riescono a distinguere il lavoro di Conte da quello di Pirlo

A LEZIONE DA CONTE – La costruzione dal basso è uno degli incubi del calcio moderno. Non perché sia un incubo in sé, bensì perché non viene capita né digerita dagli appassionati del catenaccio e contropiede. Dribbleremo questa polemica sterile per concentrarci su un concetto di calcio moderno. Tra l’altro sempre ben spiegato da Antonio Conte, soprattutto da quando è a Milano. La sua Inter non gioca in contropiede ma gioca sfruttando le ripartenze. E riesce ad arrivare da porta a porta con pochi tocchi una volta trovate le linee di passaggio giuste. Per trovarle, eludendo il pressing avversario, spesso è necessario qualche tocco in più – tanto in orizzontale quanto all’indietro – ma quando l’Inter di Conte trova la verticalità giusta taglia il campo e va in porta. E se – al di là dello spettacolo – non è calcio questo, vale davvero di tutto.

DA BARCELLONA A PORTO – Un’immagine che riassume benissimo il concetto di “costruzione dal basso” è quella vista al Camp Nou a inizio ottobre 2019. L’Inter, partendo dal rinvio corto del portiere Samir Handanovic, manda in tilt la disposizione tattica del Barcellona e arriva al tiro con Stefano Sensi, respinto dall’ottimo Marc-André ter Stegen (altro portiere-regista moderno). Un’azione-capolavoro. Quel Barcellona-Inter è terminato 2-1, proprio come Porto-Juventus di ieri sera. Lo scenario della Champions League mette nel proprio pacchetto pro e contro del “fare la partita”. Peccato che ieri sera la Juventus di Andrea Pirlo non abbia espresso la “costruzione dal basso” di cui tanto si parla, ma abbia solo mandato il Porto in gol con Mehdi Taremi dopo un minuto di gioco. Per costruire la manovra da dietro bisogna lavorare su tutti i dettagli, non basta passare la palla al portiere anziché spazzarla. L’Inter di Conte a Barcellona ha dimostrato come si fa, la Juventus di Pirlo a Porto non proprio. Imbarazzante mettere sullo stesso piano concetti così diversi.

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