Inter, l’esperimento Brozovic trequartista fornisce segnali per il futuro?

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21 Luglio 2020, 09:36
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Il croato è stato schierato da Conte in marcatura asfissiante su Diawara, durante Roma-Inter. Segnali di rivoluzione in quel ruolo? Non esattamente, proviamo a vederci chiaro

CAMBIARE – Il centrocampo dell’Inter è stato più volte messo in discussione da quando la Serie A ha riaperto le imposte. La  carenza di ricambi ha esasperato il minutaggio di alcuni elementi (Roberto Gagliardini su tutti), stuzzicando Antonio Conte nella ricerca di soluzioni creative. La transizione verso il 3-4-1-2 ha stravolto gli equilibri tattici dei nerazzurri in fase di non possesso. Quella casellina alle spalle delle punte, tuttavia, ha consentito ai nerazzurri di moltiplicare le soluzioni offensive (ne abbiamo parlato QUI). Un posto cucito ad hoc per Christian Eriksen, almeno nelle idee di Antonio Conte, costretto a tornare sui suoi passi dopo le ultime prestazioni del danese.

SOLUZIONE PECULIARE – Ma nell’ultima uscita dei nerazzurri, all’Olimpico contro la Roma, si è visto qualcosa di diverso. Conte ha lasciato in panchina il trequartista danese, ma non è una novità, ha recuperato Nicolò Barella e ha piazzato Marcelo Brozovic a uomo su Amadou Diawara, distributore di gioco giallorosso. Quella che, in apparenza, doveva essere un’evoluzione negli interpreti del 3-4-1-2, è sembrata più che altro il risultato dell’assegnazione di compiti specifici. Brozovic, infatti, si alzava subito su Diawara in prima pressione, cercando di impedirgli la giocata facile. La pressione del mediano sul mediano opposto è una soluzione frequentemente utilizzata quando due centrocampi, schierati a specchio, devono intersecarsi. Ancor più se, come nel caso di Conte, puoi contare su un profilo dinamico come Brozovic.

NOVITÀ IN PENTOLA? – Questo chiarimento potrebbe far pensare che l’Inter, in realtà, fosse semplicemente schierata con un 3-5-2 mascherato. Anche perché, se è vero che Brozovic, dopo aver portato la prima pressione, restava un po’ fuori dalle dinamiche difensive, è anche vero che al croato doveva comunque svolgere compiti di prima costruzione. Ergo: difficilmente l’abbiamo visto inventare alle spalle delle punte, come la dicitura del modulo imporrebbe. Qualcuno si è spinto nell’ipotizzare che Conte stesse cambiando le sue idee sugli interpreti più adatti per occupare la casella di trequarti. Nel pre partita di Roma-Inter, si era parlato anche dell’idea Nicolò Barella come trequartista assaltatore. Non arrivano conferme sul fatto che Conte ci stia pensando/abbia mai pensato. È una strada che Luciano Spalletti ha percorso in maniera convinta con Radja Nainggolan. Ma anche con Matias Vecino: piazzato praticamente a ridosso delle punte in alcune partite.

RIPENSARSI – Difficile sostenere che dopo Roma-Inter il centrocampo dell’Inter cambierà forma, come l’ipotesi Brozovic trequartista avrebbe potuto lasciar pensare. Tenendo conto dell’assenza di Stefano Sensi (straordinariamente adatto a posizionarsi su quella mattonella), balza all’occhio, più che altro, l’intercambiabilità degli interpreti. Ma soprattutto una nuova fluidità di assetto che Conte ha studiato e sta implementando, mettendo in discussione sé stesso e ogni tipo di critica sul suo dogmatismo monolitico.




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