Focus

Conte inverte il centrocampo dell’Inter, ma manca (ancora) l’elemento decisivo

Conte sta lavorando da settimane con la rosa ridotta e, soprattutto, senza avere mai a disposizione tutti i centrocampisti. Fondamentali nel suo calcio, fatto di cinque interpreti con caratteristiche precise. In mezzo le scelte al momento ricadono su due vertici invertiti, manca il terzo elemento (che scombinerà i piani della sua Inter?)

DUE CERTEZZE – L’ingresso di Nicolò Barella a Genova è l’evento nella partita che ha permesso all’Inter di portare a casa i tre punti (vedi analisi tattica di Genoa-Inter, ndr). Non esiste la controprova, ma è il numero 23 ad aver cambiato l’inerzia della gara. E Antonio Conte continua a schierarlo “trequartista”, ovvero più alto della coppia davanti alla difesa. Allo stesso tempo, è dal primo giorno che il tecnico nerazzurro chiede ad Arturo Vidal di “stare basso”. Il cileno, che si pensava potesse essere il centrocampista offensivo ideale per Conte, relegato in costruzione. Questi sono i due punti fissi del centrocampo a tre di Conte, che fa ruotare tutti e sicuramente non ha finito i suoi esperimenti. Il fatto di non aver ancora potuto schierare la formazione ideale – dalla difesa all’attacco – è un problema che in tanti stanno ignorando. E non è un caso se il centrocampo è un cantiere aperto. Finora si è visto di tutto, sempre partendo dal 3-5-2, reso più dinamico rispetto a un anno fa. Anche se l’evoluzione finale potrebbe portare al 3-2-3-2, azzardando (vedi focus).

UNO AL COMANDO – Andando un po’ a fare alcuni esempi, l’Inter cambia diametralmente in base al “terzo” centrocampista. Se gioca Stefano Sensi, Barella deve arretrare per forza. Ma se gioca Christian Eriksen, non è detto che il danese non possa sostituirsi in costruzione a Vidal, che può aggredire meglio gli spazi facendosi aiutare da Barella in ripiego. Quando rientrerà Roberto Gagliardini, possibile un’altra mini-rivoluzione, perché la fisicità davanti alla difesa verrebbe garantita dal numero 5, già abituato a far coppia con Barella. E in quel caso Vidal potrebbe alzare il proprio raggio d’azione. Al contrario, se la spunta Marcelo Brozovic in mediana, si ripete quanto visto contro il Genoa. E Radja Nainggolan? Come già approfondito giorni fa (vedi focus), il belga in teoria è il trequartista ideale per Conte. Sebbene lo sia solo nel turnover. A organico completo, le rotazioni di Conte si faranno sempre più interessanti, ma c’è da capire quando verrà trovata la quadra definitiva. Si parla di 3-4-1-2 ma, più che regista alto, è quello basso ad avere un ruolo da solista, come se fosse un 3-1-4-2. Conte sta invertendo il centrocampo dell’Inter, ma alla fine il numero “1” del modulo chi sarà?

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