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Conte, non solo tamponi: all’Inter inizia anche la conta dei “se”

Antonio Conte e l’Inter continuano ad attendere eventuali aggiornamenti sul fronte dei tamponi. Nel frattempo, però, sale anche un altro conto in casa nerazzurra.

PERIODI IPOTETICI – In casa Inter continua a tenere banco il tema Covid-19. Oggi sale a 6 il conto dei positivi, quattro calciatori e due membri del gruppo squadra (vedi news). Una situazione, quella dell’Inter, che spinge molti a parlare addirittura di “fortuna” (come Andrea Pirlo). Poter rinviare una partita a una data in cui tutti i calciatori saranno disponibili agevola Antonio Conte, secondo detrattori e inseguitori. Perché, se l’Inter avesse giocato contro il Sassuolo sabato, chi può dire che il vantaggio sarebbe rimasto immutato? E questo è solo l’ultimo dei “se” che il tecnico sta raccogliendo in stagione.

SE EUROPEO – In primis venne infatti l’Europa. L’Inter esce dalla Champions League a dicembre, potendo sostanzialmente concentrarsi solo sulla rincorsa scudetto. Da lì parte la lunga volata che porta al sorpasso sul Milan a metà febbraio. Ed è proprio Stefano Pioli a ritenere l’eliminazione in Europa un gran vantaggio per l’Inter, dimostrando di avere le idee confuse con la matematica (vedi articolo). In pratica, se i nerazzurri fossero rimasti in Champions League, non sarebbero ora primi in campionato.

SE SANITARIO – Per non parlare poi degli infortuni. Milan e Juventus su tutte hanno dovuto rinunciare a diverse pedine preziose nel corso della stagione, anche per lungo tempo. L’Inter sostanzialmente no. Gli uomini di Conte scoppiano di salute da inizio anno. Anche Matias Vecino (primi minuti otto giorni fa, a Torino), Stefano Sensi, Arturo Vidal e Danilo D’Ambrosio. Quattro giocatori che non sono titolari inamovibili, ma ottimi rincalzi nelle rotazioni nerazzurre. Però, se togliamo Romelu Lukaku e Lautaro Martinez all’Inter, dove sarebbe ora?

SE PANDEMICO – In casa Inter c’è un forte rischio di focolaio Covid-19 attualmente. Quattro giocatori positivi, come spesso è capitato alle altre squadre nel corso della stagione. E anche ai nerazzurri, che ad ottobre ebbero nove casi. Che improvvisamente tutti sembrano essersi dimenticati.

SE TATTICO – Tra i grandi pregi di Conte c’è il recupero di Ivan Perisic e Christian Eriksen. Due giocatori ai margini del progetto Inter prima di Natale, che oggi sono invece due dei principali protagonisti. Fortuna? Acume tattico? Perseveranza del tecnico nel lavorare su di loro? Dove sarebbero se non li avesse recuperati?

SE ECONOMICO – Infine, vogliamo non parlare della situazione stipendi? I tesserati dell’Inter riceveranno in questi giorni due mensilità passate. Eppure perché il club non rischia nulla a livello di classifica? Dove sarebbe Conte se i giocatori avessero accusato la società di inadempienza?

A CONTI FATTI – In sintesi, Conte deve pensare solo all’Inter, ai suoi giocatori e a quanto di buono fatto finora in stagione. Dopo la sosta ci sono ottime possibilità di tornare in pari in classifica, in termini di partite giocate. Tuttavia il continuo emergere di “se” e altre illazioni continuerà fino a fine stagione. La fortuna è che al tecnico dell’Inter interessa di più contare i punti in classifica.

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