Conte e la sua impronta sull’Inter: baricentro alto e attacco multi-opzione

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16 Settembre 2019, 15:01
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Analizzando le posizioni medie dell’Inter nelle prime tre partite della Serie A 2019/20, sono emerse alcune indicazioni sull’impronta che Conte sta dando alla squadra, dalla difesa all’attacco

CHI BEN COMINCIA… – Per analizzare tatticamente l’Inter di Antonio Conte in questo avvio di stagione si potrebbero usare i più inflazionati proverbi riguardanti l’inizio di un’opera, ma nessuna rondine verrà sfruttata a questo scopo. Rispetto alle ultime due stagioni con la guida di Luciano Spalletti sono cambiati diversi interpreti, in primis gli esterni, ossia le figure che nella metà campo offensiva contraddistinguono maggiormente i (differenti) credi tattici dei due allenatori in questione. Con Antonio Candreva e Ivan Perisic prima, e Matteo Politano e Perisic poi, il tecnico di Certaldo cercava la profondità sulle fasce per occupare in modo ampio la trequarti avversaria: lo scopo era anche quello di richiedere il minor lavoro possibile all’unica punta (Mauro Icardi). Con Conte, invece, Candreva e Kwadwo Asamoah – pur dovendo coprire una zona di campo più ampia, prezzo necessario per mantenere la difesa a 3 – si muovono in modo quasi simbiotico, aiutati anche dalla maggior compattezza al centro (3 uomini anziché 2).

ATTACCO VARIEGATO – In queste prime tre partite, il trend tattico che più è emerso agli occhi dei tifosi dell’Inter è la capacità del centrocampo di indirizzare l’azione offensiva con una sincronizzazione ottima ma ancora perfettibile. Le aperture verso gli esterni non sono più onere esclusivo di Marcelo Brozovic: il croato può infatti contare sul fondamentale supporto di Stefano Sensi, che ha una visione di gioco molto simile e forse ancor più verticale. Loro due, assieme al terzo centrale (Matias Vecino, Nicolò Barella e Roberto Gagliardini, seppur con minutaggio diverso), hanno fatto vedere finora un’ottima intesa posizionale, fungendo da asse fondamentale per l’avanzamento dei compagni. Ciò si è tradotto in una salita fortemente marcata verso una precisa zona della trequarti offensiva, come si può osservare dalle posizioni medie contro Lecce (a sinistra) e Cagliari (al centro):

Posizioni Medie Inter

Posizioni Medie dell’Inter nelle prime tre partite di Serie A 2019/20 – Fonte grafico: Sofa Score

TENDENZA INVERTITA – Contro i pugliesi, l’Inter ha sviluppato i propri attacchi con una marcata tendenza verso la fascia di Candreva: ciononostante, i primi due gol, di Brozovic e Sensi, sono arrivati grazie ad un cambio campo che ha pescato Asamoah completamente isolato a sinistra, libero di costruire per i compagni negli immediati paraggi. A Cagliari, invece, la tendenza si è invertita, con l’esterno ghanese che ha battuto profondamente la fascia lasciata un po’ scoperta da Naithan Nandez. Contro l’Udinese, invece, l’azione si è sviluppata prevalentemente al centro (immagine a destra), grazie all’utilizzo del doppio trequartista alle spalle di Romelu Lukaku: non a caso, il gol decisivo di Sensi è arrivato grazie a una percussione centrale di Diego Godin (alla prima di titolare), che ha pescato il 12 nerazzurro con un tocco morbido in verticale. Non c’è quindi un modus attaccandi prediletto da Conte, se non quello di aumentare il più possibile la densità oltre la metà campo, muovendo le pedine in modo armonico, a seconda delle necessità e degli spazi lasciati dagli avversari.

DIFESA ALTA – Per quanto riguarda la retroguardia, il passaggio alla difesa a tre sembra stia entrando sempre più fluidamente nelle gambe dei difensori dell’Inter. Come si può evincere dalle posizioni medie di queste prime tre gare, i tre dietro sono sempre riusciti a coprire in modo ampio la trequarti difensiva, mantenendo una linea quasi perfetta: emerge anche qui un’elevata simbiosi nei movimenti e nella comunicazione tra i singoli. Oltre a questo, escludendo la trasferta a Cagliari, i difensori hanno sempre mantenuto un baricentro piuttosto alto, replicando quello che è sempre stato un punto fisso delle formazioni di Conte. L’ottimo funzionamento dei movimenti difensivi, ad oggi, è certificato dai numeri: un solo gol subito, 9 tiri in porta ricevuti (contro i 21 prodotti).




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