Candreva dalle stelle alle stalle, poi rinascita: i suoi quattro anni di Inter

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24 Settembre 2020, 20:41
Antonio Candreva Antonio Candreva
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Dopo una trattativa non troppo urlata, ora è (quasi) ufficiale: Candreva lascia l’Inter la Sampdoria. Dopo quattro anni, 151 presenze e 18 gol, si conclude l’esperienza nerazzurra dell’esterno romano, tra alti e (tanti) bassi. Ripercorriamo le stagioni dal 2016 ad agosto 2020.

PROPIZIOAntonio Candreva arriva all’Inter nell’estate 2016. L’Inter si assicura l’esterno della Lazio per 21 milioni di euro, e regala a Roberto Mancini l’attaccante esterno tanto desiderato. E nonostante un anno parecchio travagliato (quattro allenatori diversi in panchina), Candreva si impone come uno dei migliori. In Serie A gioca ogni partita (38 su 38) e a fine anno accumula 45 presenze e 8 reti. Con l’arrivo di Luciano Spalletti nel 2017 si attende l’esplosione definitiva del classe (e numero 87), sapendo come il tecnico di Certaldo esalta il gioco sugli esterni.

DELUSIONE – Non sarà così, perché al secondo anno – nonostante 8 assist complessivi – Candreva chiude la stagione a 0 gol. Una completa involuzione dal punto di vista realizzativo, che non riesce a nascondere i suoi dribbling petulanti in fascia. Diventerà quasi un trademark per lui: anziché ricevere palla sulla corsa e sfruttare fisico e gambe per saltare l’avversario, Candreva stoppa il pallone e affronta l’avversario a viso aperto. Una scelta che spesso si rivela inefficace, e che incide negativamente anche sul gioco di squadra, dato che la manovra si rallenta irrimediabilmente.

MONTAGNE RUSSE – Così al suo terzo anno all’Inter Candreva è obbligato a compiere un passo indietro. Il posto sulla fascia destra non è più suo di diritto: a giocarselo con lui arrivano Matteo Politano e Keita Baldé. L’italiano scende così a 29 presenze stagionali, ma torna quantomeno al gol, in tre occasioni. Candreva è ormai un giocatore marginale nella rosa nerazzurra, ma con Antonio Conte è pronto a vivere una seconda giovinezza. I due si sono già incrociati in Nazionale, e il tecnico sa come ottenere il meglio dall’ex biancoceleste. E si vede già alla prima giornata, con un gol straordinario al Lecce che i tifosi dell’Inter votano come più bello della stagione 2019/20. Scende in campo 40 volte, segna 7 reti e serve 8 assist (secondo posto in squadra).

THE END – Eppure anche col tecnico pugliese qualcosa si inceppa, perché Candreva rimane in panchina contro l’Atalanta (ultima di campionato) e non partecipa mai alla cavalcata che vede l’Inter arrivare in finale di Europa League. Anzi, in questa competizione gioca a malapena un minuto, nel recupero proprio della finale. Nonostante i numeri certifichino una stagione positiva, Conte sceglie di non puntare più su di lui (e infatti chiede e ottiene che arrivi Achraf Hakimi su quella fascia). A sfavore di Candreva gioca l’età (33 anni), ma soprattutto una inconsapevole mancanza di crescita nei quattro anni all’Inter. Molto più affidabile l’inglese Ashley Young che, nonostante le due primavere in più, dimostra una maggiore predisposizione al lavoro. A Candreva non resta che augurare un grosso in bocca al lupo per la sua esperienza alla Sampdoria!



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