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Calhanoglu tre in uno per l’Inter: come si sono comportati i tre sostituti a Udine

Calhanoglu, quando manca, manca tantissimo all’Inter di Inzaghi. Il centrocampista turco non è solo la mezzala sinistra del 3-5-2 nerazzurro, ma riveste altri ruoli che diventano fondamentali nelle partite da decidere attraverso gli episodi. In Udinese-Inter si è evidenziata l’importanza di non avere un sostituto adeguato, ma i tre chiamati a farne le veci alla fine non hanno deluso completamente le aspettative. Anzi…

ASSENTE – Sostituire un titolare è sempre difficile. Farlo con tre calciatori della rosa è atipico. Quello che succede in Udinese-Inter a causa dell’assenza di Hakan Calhanoglu, per squalifica, deve far riflettere. La rosa nerazzurra non prevede il backup del centrocampista turco. Soprattutto dopo la cessione di Stefano Sensi in prestito alla Sampdoria a gennaio. Così il tecnico Simone Inzaghi trova il modo di rimpiazzarlo in tutto senza snaturare il 3-5-2 iniziale. E alla fine Inzaghi può dirsi soddisfatto.

MEZZALA – A centrocampo nel ruolo di mezzala sinistra, posizione iniziale di Calhanoglu nello scacchiere inzaghiano, riecco Roberto Gagliardini, che si comporta bene. Prestazione sufficiente, condita da un filtrante “alla Calhanoglu” che Edin Dzeko spreca malamente. Sarebbe stato lo 0-3 nerazzurro a Udine. Caratteristiche diverse ma, non avendo Arturo Vidal al 100%, l’altra alternativa in mezzo si chiama Matias Vecino (vedi focus). Gagliardini promosso, quindi.

L’importanza di Calhanoglu anche da fermo

BATTITORE – Come anticipato alla vigilia, in assenza di Calhanoglu la scelta di Inzaghi ricade automaticamente su Federico Dimarco (vedi focus), che è il battitore designato. Pur giocando da terzo sinistro in difesa, preferito a Danilo D’Ambrosio al posto dell’infortunato Alessandro Bastoni, Dimarco complessivamente gioca anche meglio di Gagliardini. E trova subito la giocata da +1: l’assist per Ivan Perisic direttamente da calcio d’angolo. Uno schema provato e ripetuto a più riprese. Calhanoglu è il primo battitore della rosa di Inzaghi, ma il numero 32 scuola Inter non è da meno. E spesso l’alternanza è utile a entrambi. Anche Dimarco promosso, a pieni voti.

RIGORISTA – Il terzo ruolo scoperto senza Calhanoglu è quello più temuto. E anche stavolta, purtroppo, il vice fallisce l’appuntamento con il gol dagli undici metri. Il rigore calciato da Lautaro Martinez sul palo è il terzo sbagliato dall’attaccante argentino in stagione. Quelli segnati sono quattro ma la percentuale di errore è troppo alta (quasi 43%). Una combinazione a dir poco fortuita, a cui il portiere Marco Silvestri fatica a credere, permette a Lautaro Martinez di riscattarsi immediatamente con il gol di testa. La pezza alla toppa è l’unica “giocata” positiva di Lautaro Martinez. Si tratta del gol-partita, alla fine. E quindi la sufficienza piena viene strappata solo così (vedi pagelle di Udinese-Inter). Ma come sostituito “specifico” di Calhanoglu, l’argentino è l’unico bocciato. Lautaro Martinez rimandato, diciamo. Dalla prossim torna Calhanoglu.

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