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Calhanoglu in Milan-Inter, il pubblico ha ‘restituito’ ciò che spesso gli aveva tolto

Calhanoglu ha offerto una prestazione di grande livello proprio nella partita più complicata. Il centrocampista dell’Inter in passato aveva sofferto la pressione del pubblico, mentre nel derby l’ha usata a proprio favore.

ATTRIBUTIHakan Calhanoglu non ha mai fatto della continuità il proprio cavallo di battaglia sul terreno di gioco. Né nell’arco di un’intera stagione, né nel corso della singola partita. Questo è il presupposto da cui bisogna necessariamente partire per analizzare il centrocampista dell’Inter. Nella partita di ieri contro il Milan, il numero venti nerazzurro ha tirato fuori una grande prestazione, fatta di quantità, qualità e tanto carattere (vedi approfondimento). Proprio nel match psicologicamente più difficile per lui. Affrontava infatti la sua ex squadra, dopo una separazione tutt’altro che pacifica, e aveva contro tutto lo stadio che lo fischiava a ogni tocco di palla. La classica situazione in cui un giocatore può spegnersi e farsi inghiottire dalla partita. Calhanoglu invece ha sfoderato il suo carattere proprio quando tutto lasciava presagire l’esatto contrario.

Un nuovo Calhanoglu?

CAMBIO DI PASSO – Calhanoglu è uno dei giocatori che paradossalmente aveva tratto più beneficio dai mesi giocati senza pubblico con la maglia del Milan. Era riuscito a innalzare il livello delle sue prestazioni nella formazione di Stefano Pioli senza la costante pressione degli spalti gremiti. Il timore che potesse spegnersi trovandosi di nuovo davanti a uno degli stadi più esigenti del mondo, storicamente popolato da due tifoserie dal palato fine pronte a sottolineare ogni stop sbagliato, era concreto. Il centrocampista turco ha smentito tutti, ribaltando i giudizi su di lui con una prova maiuscola proprio nella sfida più complessa. La speranza è che questa sia la svolta decisiva per la stagione di Calhanoglu. Ne ha bisogno l’Inter, così come Simone Inzaghi, che cerca di completare il reparto mediano con il terzo uomo da affiancare agli intoccabili Nicolò Barella e Marcelo Brozovic. Il classe 1994, dopo questa prestazione, scatta in pole per la corsa al ruolo.

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