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Calhanoglu criticato oltremisura ma il nuovo ruolo all’Inter va ancora cucito

Calhanoglu è al centro delle critiche da quando ha lasciato il Milan (a parametro zero) per l’Inter. E il centrocampista turco in questa prima parte di stagione in maglia nerazzurra non sta facendo nulla per farsi apprezzare dal suo nuovo pubblico ed essere definito un rimpianto rossonero. Le critiche mossegli contro, però, appaiono esagerate

INIZIO DELUDENTE – In Sassuolo-Inter Hakan Calhanoglu si è meritato un altro 5 (vedi pagelle). Un voto a cui il centrocampista turco si sta abituando in maglia nerazzurra. Le critiche che piovono dall’esterno non si contano più. Ma servono? E soprattutto, sono giuste? L’avvio stagionale di Calhanoglu con l’Inter, debutto da sogno a parte, è di certo negativo. Un gol e un assist contro il Genoa, poi un altro assist contro la Fiorentina. Fine. Troppo poco per chi è arrivato dal Milan per dimostrarsi meritevole della maglia con lo scudetto tricolore cucito sul petto. Ma sono poco motivate anche le critiche no-stop rivolte al nuovo numero 20 nerazzurro. Che non sta brillando, ma nemmeno facendo danni. Il problema è essersi illusi di aver preso un centrocampista da (immediata!) doppia cifra di gol e assist. Ma oggi a Calhanoglu non viene chiesto di giocare da numero 10.

Il nuovo Calhanoglu nella nuova Inter di Inzaghi

TRASFORMAZIONE TATTICA – Non vuole essere un alibi, soprattutto per un calciatore di 27 anni che in carriera ha giocato ovunque, ma tutto ruota intorno all’adattamento tattico. Ancora più dell’ambientamento nella Milano nerazzurra e della discontinuità tipica della carriera di Calhanoglu. Giocare da mezzala sinistra nel 3-5-2 di Simone Inzaghi significa non risparmiarsi, partendo da una posizione molto distante dalla porta avversaria. Per utilizzare un paragone facile e interno, il primo Christian Eriksen con Antonio Conte ebbe lo stesso tipo di problema. Calhanoglu dovrebbe essere l’elemento di qualità nel trio di centrocampo dell’Inter, invece oggi – paradossalmente – è quello che garantisce più gioco sporco di tutti. Una quantità che non sta pagando, sia chiaro. Ma non è tutto da buttare. Deve recuperare concretezza nella giocata e soprattutto lucidità, ma questo Calhanoglu può ancora essere una risorsa per l’Inter di Inzaghi. Da fermo e in movimento. Lo sforzo, però, deve farlo lui: l’Inter non può aspettare in eterno.

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