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Brozovic cervello dell’Inter: fa dimenticare il fallimento di un ex

Marcelo Brozovic è il regista dell’Inter, un giocatore ormai imprescindibile. E in nerazzurro è riuscito laddove un ex ha invece fallito.

AMICIZIA SOLIDA – Celebrare l’importanza di Marcelo Brozovic nella rosa e nel gioco dell’Inter è ormai superfluo. E la cosa è certificata anche dal rinnovo del mese scorso, che vedrà il 77 croato in nerazzurro fino al 2026. Tuttavia il percorso che ha portato il croato ad avere questa centralità nell’Inter è stato affatto lineare e costante. E anzi, i primi tempi sembravano un lungo deja vu per i tifosi della Beneamata, rimasti scottati dall’impatto quasi impalpabile di Mateo Kovacic. Vediamo le analogie tra i due croati.

Brozovic e Kovacic: due percorsi simili ma poi diversi all’Inter

RADICI COMUNI – Le storie di Brozovic e Kovacic che si incastrano con quella nerazzurra sono per certi versi simili. Entrambi croati, crescono e si affermano nella Dinamo Zagabria prima di sbarcare a Milano. E tutti e due nel mercato invernale: l’ex numero 10 nel gennaio 2013, Epic Brozo due anni dopo. Ma la cosa che più di tutte le accomuna è un’altra: entrambi faticano a trovare il loro posto nell’Inter.

POSIZIONE CERCASI – Riavvolgendo il nastro, i primi diciotto mesi di Brozovic e Kovacic all’Inter hanno “Centro di gravità permanente” di Battiato come colonna sonora. Tutti e due hanno proprietà di calcio sopraffine, pertanto vengono provati innanzitutto nella posizione di trequartista. Entrambi si esaltano più per la verticalizzazione che per la conclusione. E questo è stata l’impronta indelebile dell’attuale numero 8 del Chelsea, che lascerà Milano con solo 8 reti in 97 presenze totali, e la sensazione di non essere mai riuscito ad affermarsi completamente.

TENTATIVO ESTREMO – Kovacic lascia l’Inter dopo solo due stagioni e mezza, per un prezzo di oltre 30 milioni di euro. Brozovic ci va invece solo vicino, ma tutti i tifosi si ricorderanno che nel gennaio 2018 il 77 era quasi un nuovo giocatore del Siviglia. Nonostante 14 gol in oltre 70 presenze, anche lui sembrava non aver trovato il suo posto nell’Inter. Poi arriva il veto di Luciano Spalletti, e il resto è storia. Brozo viene arretrato in mediana, con consegna di tutte le chiavi del gioco nerazzurro. Trovando così il posto giusto per sfogare le sue incredibili doti di regia, oltre che una sconosciuta resistenza atletica. La sua bacheca non sarà scintillante come quella del connazionale, ma il suo posto della storia dell’Inter è già scolpito.

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