Bastoni sorprendente al primo anno: è già un inamovibile dell’Inter?

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2 Settembre 2020, 20:13
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Alessandro Bastoni ha sorpreso tutti nell’ultimo anno, il primo in maglia Inter. Conte ha deciso quasi subito di scommettere su di lui, e il difensore ha presto ripagato la sua fiducia. Possiamo già considerarlo un titolarissimo?

ESPONENZIALE – Così si può definire la crescita vissuta da Alessandro Bastoni negli ultimi 12 mesi. Il difensore classe 1999 è arrivato all’Inter, dopo il prestito di Parma, con aspettative basse ma chiare. Allenarsi ogni giorno al massimo insieme a campioni del calibro di Stefan de Vrij, Diego Godin e Milan Skriniar, assorbendo quanti più insegnamenti possibili. Antonio Conte però ha presto cambiato i suoi piani per il 21enne di Casalmaggiore. Prima ne ha bloccato qualsiasi opzione di parcheggio in prestito, poi l’ha presto fatto entrare nelle rotazioni difensive. Esordio assoluto contro la Sampdoria, alla sesta, da titolare. Da lì, altre 32 presenze, di cui 20 dal primo minuto. In mezzo, l’esordio assoluto in Europa (contro il Ludogorets) e una finale di Europa League giocata per tutti i novanta minuti. Una stagione ottima per Bastoni, che ha coronato anche il sogno di approdare in Nazionale maggiore.

FUTURO – Bastoni ha presto scalzato Godin dalle gerarchie, usufruendo anche dello spostamento di Skriniar sul centrodestra della difesa a tre. E non si è fatto apprezzare solo per le ottime doti di anticipo e contenimento, che già erano note in casa Inter. A far innamorare davvero Conte sono state la capacità di coprire una zona così ampia di campo, e soprattutto le sue abilità in proiezione offensiva. Bastoni non disdegna infatti le sortite offensive, potendo contare su un’ottima visione di gioco, e su un piede mancino più che educato (basta rivedere l’assist per Romelu Lukaku contro il Getafe). A questo si unisce poi una personalità forte ma per nulla tracotante. Un bagaglio tecnico e caratteriale che lo proiettano a diventare un’inamovibile nell’Inter della stagione 2020/21. E, con accanto un maestro come de Vrij, i limiti del potenziale di crescita di Bastoni sfioriscono ancor di più.


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