Barella uomo in meno dell’Inter, non di Conte. Ennesimo errore da evitare

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6 Settembre 2019, 21:53
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Criticare Barella in maniera preventiva è diventato sport nazionale in Italia, come se l’investimento economico fatto dall’Inter debba forzatamente dar frutti tra agosto e settembre. Per fortuna la testa e le tempistiche di Conte vanno in un’altra direzione

BARELLA “BOMBARDATO” – Il motivetto ricorrente dell’avvio stagionale dell’Inter è più o meno lo stesso da almeno un mese. I sei punti su sei fatti in Serie A passano in secondo piano finché il calciomercato avrà la meglio sul calcio giocato. Finora è interesse comune sottolineare il periodo no di Nicolò Barella, neo centrocampista nerazzurro. Male nel pre-campionato. Male in campionato (entrambe le volte da subentrato). Male in nazionale. E la situazione diventa più ridicola quando viene avanzato il paragone con l’ottimo Stefano Sensi, con cui in realtà non c’è nessun tipo di sfida interna per una maglia da titolare, né nell’Inter né nella Nazionale Italiana. Anzi, nell’idea tattica di Antonio Conte c’è spazio per entrambi nel 3-5-2: Barella è la mezzala destra con compiti prettamente difensivi e Sensi la mezzala sinistra con compiti perlopiù offensivi. Il primo distrugge il gioco altrui, il secondo costruire quello proprio ed entrambi sono chiamati ad aiutare Marcelo Brozovic per ottimizzare la manovra e finalizzarla negli ultimi metri. L’importante è non chiedere a Barella di fare più di quanto è nelle sue corde: corre, ruba palloni, si inserisce e se serve va anche al tiro, però resta un centrocampista di quantità e qualità più difensive che offensive.

UN ERRORE TIPICO – Per vedere Barella titolare nel suo ruolo, attualmente occupato da un non di certo indimenticabile Matias Vecino (al momento il peggior giocatore nerazzurro di avvio stagione, ma ha valide attenuanti), bisogna aspettare ancora un po’. C’è bisogno che il classe ’97 scuola Cagliari si inserisca completamente negli schemi di Conte e per farlo necessita di una condizione atletica ottimale. Questione di settimane, non mesi. Intanto l’errore da evitare è quello di mettergli addosso pressioni inutili e bollarlo come bidone sopravvalutato, perché di certo non è colpa sua se è stato pagato tanto – oggettivamente troppo – nel corso dell’ultima campagna acquisti. Un errore simile è stato fatto recentemente con Geoffrey Kondogbia, acquistato con l’illusione che potesse andare in doppia cifra di gol, ma in realtà mai messo nelle condizioni di giocare nel suo ruolo di mezzala tutt’altro che offensiva. Il problema? Il prezzo pagato dall’Inter, ovviamente. A Barella va dato il tempo necessario per dare il meglio di sé, poi si potrà passare a giudizi, magari più edificanti. L’Inter lo aspetta, Conte non ha dubbi: oggi Barella è l’uomo in meno del suo centrocampo, presto potrebbe diventare l’arma in più.




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