Barella gioca nel futuro! Conte e Mancini a quattro mani sul suo talento

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8 Settembre 2020, 09:54
Nicolò Barella Inter-Bayer Leverkusen Nicolò Barella Inter-Bayer Leverkusen
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La prestazione di Nicolò Barella, in Olanda-Italia, ha confermato una volta di più la straordinaria crescita del classe ’97. L’Inter e Antonio Conte non vedono l’ora di riabbracciarlo ad Appiano. Roberto Mancini se l’è goduto abbastanza, ma l’ex Cagliari sembra già proiettato verso il futuro

THROW BACK – Sembra ieri quando Tommaso Giulini, numero uno del Cagliari, annunciava che l’Interera sparita” e che Nicolò Barella si sarebbe preso qualche giorno di tempo per valutare l’offerta della Roma (l’unica credibile, a detta del presidente rossoblu). Riguardando quei momenti, con le lenti sporche di un’intera stagione calcistica, viene quasi da sorridere. Dal giorno del suo arrivo a Milano, il 12 luglio 2019, Barella non ha mai smesso di correre. Dopo le iniziali difficoltà agostane, il classe ’97 si è preso la scena diventando in poco tempo un leader multidimensionale della squadra di Antonio Conte.

ESPERTO – Barella ha corso talmente veloce da infrangere la barriera delle tre dimensioni calcistiche, verrebbe da dire. È come se l’ex Cagliari si fosse automaticamente proiettato nel futuro, mentre in molti lo guardano ancora come il ragazzino spaurito che aveva messo piede ad Appiano per la prima volta. Ma Barella è maturato parecchio da quando Antonio Conte, a Dortmund, gli ha rimproverato di non essere abbastanza vecchio.

CAMPIONE – Ieri sera, nel match di Nations League tra Olanda e Italia, il classe ’97 ha messo a segno un gol decisivo, svettando tra le due colonne Virgil van Dijk e Nathan Aké. Come se non bastasse, il talento sardo ha collezionato anche due passaggi chiave, 56 tocchi di palla e quattro tiri totali (dati Whoscored). I due intercetti completati fanno da contorno ad una fase difensiva a cui, ormai, non bada quasi più nemmeno lui. Barella ha ampliato talmente tanto il suo bagaglio di compiti che ormai il suo sguardo è proiettato verso ogni zona di campo. L’incontro con Antonio Conte gli ha davvero cambiato la carriera e il modo di pensare.

ESPLOSIVO – Discorso simile per quanto riguarda Roberto Mancini, ct della Nazionale. Entrambi gli allenatori stanno lavorando a quattro mani su una specie di pepita d’oro. Entrambi l’hanno inquadrato allo stesso modo. La posizione tattica di Barella, infatti, è costantemente ibrida in mezzo al campo, sia che si tratti di Inter sia che si tratti di Nazionale. Il suo lavoro è multidimensionale e gli consente, da un lato, di insistere a supporto delle punte praticamente ad ogni ribaltamento di fronte. Ma al tempo stesso lo aiuta a sviluppare un’intelligenza tattica con cui garantisce il medesimo apporto in fase di copertura, senza perdere lucidità negli ultimi sedici metri. Era questa la pecca maggiore su cui Conte lavorava da inizio campionato. La prestazione di ieri sera ci ha restituito, ancora una volta, l’effige di un calciatore totale, che ha cominciato a pensare da leader e sembra già proiettato verso un futuro radioso.


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