Barella e la fenomenologia del gol che cambia la partita

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14 Dicembre 2020, 20:33
Nicolò Barella Nicolò Barella
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Nicolò Barella contro il Cagliari ha trovato il gol del pareggio dell’Inter. Un gol che, per fattura, è nelle corde del numero 23, ma che l’Inter cerca con scarsa frequenza.

MAI BANALE – Quello di Nicolò Barella in Cagliari-Inter di ieri non è un gol banale. Così come non lo sono mai stati quelli segnati finora dal centrocampista nerazzurro numero 23. Il primo fu quello contro lo Slavia Praga, all’esordio dell’ex Cagliari in Champions League. Una bella botta al volo per sbrogliare una mischia in area. Poi lo straordinario destro a giro dalla distanza, valso i tre punti col Verona. O un’altra botta al volo (simile a quella di ieri, ma in contro balzo), decisiva per eliminare la Fiorentina in Coppa Italia. Prima di ieri, l’ultimo gol di Barella con l’Inter era stato il raddoppio contro il Bayer Leverkusen nei quarti di Europa League. Un esterno quasi trivela dal limite, a spegnere le deboli speranze dei tedeschi.

MODUS OPERANDI – Insomma, quando Barella segna si è sempre in odore di gol da premio. Ma è proprio la fenomenologia delle sue reti, il modo in cui arrivano, a renderle così importanti. E impattanti, soprattutto. Perché l’Inter di Antonio Conte è una squadra che ama impostare manovre avvolgenti, azioni prolungate dove il margine di errore davanti alla porta dev’essere minimo. Ad azioni così ogni tanto si alternano contropiedi fulminanti o imbeccate penetranti, quasi sempre conclusi alla grande da Romelu Lukaku.

MICRO-MOMENTI – L’Inter ci aveva provato anche ieri, tanto che il primo tempo avrebbe potuto tranquillamente concludersi con tre reti nerazzurre. Ma, complici i super interventi di Alessio Cragno, la porta dei sardi rimaneva inviolata. Fino al 77′, quando Barella trova uno splendido destro al volo che riporta i conti in parità (qui al minuto 2:15). Un gol bellissimo, che prosegue l’antologia personale del numero 23 nerazzurro. Ed un gol soprattutto che sorprende, sia il portiere, sia i compagni. E che spezza l’inerzia dalla partita, tanto che l’Inter dilaga poi fino a vincere 1-3. Anche questo potrebbe in un certo senso diventare un piano B, un tiro magari forzato, in grado di sovvertire gli equilibri di gara.




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