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AAA cercasi piano B Inter: le partite durano 100′ e pesano diversamente

L’Inter di Inzaghi continua a convincere sempre di più dal punto di vista tecnico-tattico, ma al termine di ogni scontro diretto il bicchiere è mezzo vuoto. Si è già visto in Champions League contro il Real Madrid e in Serie A è ancora più evidente, perché la classifica parla da sé e le occasioni avute sono già molteplici. L’impressione è che manchi un piano B sui 100′

PIANO A – La massima dimostrazione di forza dell’Inter di Simone Inzaghi è quella di scendere in campo sempre allo stesso modo. A prescindere dall’avversario, dalla competizione, dal tipo di partita e dai punti in palio. La formazione che il tecnico nerazzurro schiererà si conosce già una settimana prima. Il 3-5-2 non si tocca. Perfino i cinque cambi dalla panchina sono prevedibili. A volte addirittura il minuto delle sostituzioni! Poi può capitare una variazione sul tema, ad esempio temporeggiare perché gli undici titolari stanno facendo bene (vedi Milan-Inter) oppure stravolgere tutto in fretta (vedi Sassuolo-Inter). Il piano A dell’Inter di Inzaghi funziona finché gli attaccanti concretizzano le tante occasioni da gol create. E quando gli avversari non prendono le contro-mosse adeguate per complicare i piani nerazzurri. Uno scenario ideale che fa parte di un calcio-utopia.

Inter ancora senza piano B in partita

PIANO B – Ciò che sta mancando all’Inter in questo avvio di stagione è un piano B convincente. Un piano B pensato, studiato e quindi messo in pratica quando diventa necessario. Il piano B può essere tecnico: Edin Dzeko non sta bene? Allora basta impostare la manovra Dzeko-dipendente, serve un altro sbocco per arrivare al gol. Il piano B può essere tattico: Marcelo Brozovic è ingabbiato? Nel frattempo che il gioco viene portato avanti dalle mezzali, ribaltare il vertice del centrocampo passando momentaneamente al 3-4-1-2 può sbloccare la manovra. Il piano B può essere atletico-fisico: la squadra è stanca e/o in difficoltà nelle marcature e a livello di ritmo? Dalla panchina possono entrare giocatori più freschi, alti e/o rapidi, perché bisogna sempre provare a spiazzare gli avversari. Invece l’Inter di Inzaghi al momento è sicura di sé: se il piano A non funziona, va in scena il piano A-2. Staffette ruolo per ruolo, nella speranza che prima o poi la palla vada in porta senza subire la beffa. Ma la beffa a volte arriva per un episodio sfavorevole (vedi rigore in Inter-Juventus) e altre volte per un episodio favorevole non arriva (vedi palo in Milan-Inter). Pur giocando meglio, le conseguenza possono essere molto diverse. Inutile far finta di nulla.

Il limite di Inzaghi negli scontri diretti

PESI DIVERSI – Il piano B serve. Anche perché le partite non durano più 90′, ma in circa 100′ può succedere di tutto e si giocano praticamente due mini-partite, in cui i cinque cambi sono determinanti. Le partite vanno pesate, come vanno pesati i punti. Ad esempio, gli scontri diretti Inter-Juventus e Milan-Inter, così come la prossima Inter-Napoli, valgono sempre 6 punti l’una anziché 3. L’Inter finora ne ha ottenuto 2 su 12. E potevano essere 7 (senza il gol di Paulo Dybala) ma anche solo 1 (con il gol di Alexis Saelemaekers). Non si può parlare ogni volta di “bicchiere mezzo vuoto”, è tempo di iniziare a riempirlo quel bicchiere. Finora tutti gli allenatori avversari hanno preparato la partita contro l’Inter di Inzaghi conoscendo/prevedendo in anticipo tutte le mosse. A qualcuno è andata bene, a qualcuno no. Ma va anche detto che l’Inter continua ad avere la squadra più forte in Serie A: è la squadra da battere, nonostante il paradosso del Derby di Milano (vedi focus). E allora urge un piano B per ottimizzare risultati e classifica.

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